IL DENTISTA A VILLAFRANCA RISPONDE


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IL DENTISTA A VILLAFRANCA RISPONDE


L’igiene e la sicurezza dal dentista sono aspetti prioritari. Noi dello Studio Don Bosco impegniamo tempo e risorse per garantirti un ambiente impeccabile anche sotto questo aspetto. Il paziente è al centro del nostro lavoro e il suo benessere e la sua sicurezza vengono prima di tutto sia che si rivolga a noi per una visita di controllo sia che abbia bisogno di procedure di chirurgia odontoiatrica più complesse.

Attuiamo i protocolli di igiene e sicurezza e seguiamo un piano preciso di disinfezione accurata degli ambienti e di sterilizzazione professionale delle attrezzature. Nel Centro Dentistico Don Bosco di Villafranca eseguiamo ogni terapia dentale avvalendoci di una strumentazione sterilizzata mediante autoclavi di ultima generazione nel rispetto delle norme italiane ed europee. Rinnoviamo periodicamente le attrezzature e ne controlliamo il funzionamento quotidianamente.

Investiamo continuamente anche nella formazione e nell’aggiornamento dei nostri odontoiatri e degli assistenti alla poltrona. Sono loro che si occupano di disinfettare gli ambienti e di sterilizzare gli strumenti e vogliamo essere certi di garantirti la massima sicurezza e igiene.

Quando i professionisti del nostro studio dentistico hanno bisogno di attrezzature termolabili durante le terapie dentali, usiamo esclusivamente materiali monouso che vengono gettati dopo ogni utilizzo e sostituiti per ogni paziente.

Grazie a questi rigidi protocolli di igiene e sicurezza possiamo evitare la trasmissione di batteri e virus tra pazienti e tra pazienti e personale medico. Facciamo di tutto per salvaguardare la salute di tutti.

Siamo molto scrupolosi anche quando si tratta di attrezzature radiografiche. Investiamo in questo tipo di apparecchiatura per mettere a disposizione dei pazienti macchinari capaci di trasmettere il dosaggio di radiazioni più basso possibili e in grado di fornire immagini radiografiche digitali sempre di alta qualità

Soltanto applicando tutte queste procedure siamo sicuri di offrirti il massimo sotto il punto di vista dell’igiene e della sicurezza dal dentista. Vieni a trovarci nel nostro Centro per assicurarti il trattamento odontoiatrico migliore e tutte le competenze e il supporto necessari per risolvere il tuo problema.


dentista aperto dossobuono

Dentisti dossobuono




Domande comuni

  • Come si tratta la sensibilità dentale?
  • Perché è meglio mettere i denti mancanti?
  • Perché è meglio ricoprire un dente devitalizzato con una corona?
  • I denti del giudizio, se non tolti, possono causare problemi?
  • A cosa serve l’antibiotico?
  • Ogni quanto è bene passare il filo interdentale?
  • È meglio usare lo spazzolino elettrico o quello manuale?
Come si tratta la sensibilità dentale?

Nei casi meno gravi di sensibilità dentale ricorrere all’uso di collutori e dentifrici contenenti fluoro e sostanze remineralizzanti dà sollievo e protegge smalto e dentina. Se la sensibilità dentale è invece più problematica, il dentista può ricorrere a interventi professionali come l’uso di dispositivi elettromedicali per la re-mineralizzazione dentale e la chiusura dei canali e all’applicazione di specifici preparati al fluoro per sigillare i tubuli dentinali e ricoprire le aree più sensibili.

Perché è meglio mettere i denti mancanti?

I denti mancanti causano problemi estetici che possono far sentire in imbarazzo, far provare un senso di inadeguatezza e far smettere di sorridere. Anche l’aspetto funzionale della dentatura viene danneggiato e possono insorgere problemi alla masticazione, alla fonazione, alla deglutizione e a tutto ciò che questo comporta.

Perché è meglio ricoprire un dente devitalizzato con una corona?

Quando un dente viene devitalizzato diventa più fragile ed è opportuno ricoprirlo con una corona perché ha bisogno di essere rafforzato al fine di evitare possibili rotture.

I denti del giudizio, se non tolti, possono causare problemi?

Quando i denti del giudizio si sviluppano in maniera normale e sono allineati con gli altri denti possono essere lasciati al loro posto perché non rappresentano una fonte di disturbo. È necessario estrarre i denti del giudizio quando non sono allineati con gli altri denti, sono danneggiati da traumi e patologie, sono in sovrannumero, non fuoriescono dalla gengiva o il loro sviluppo è incompleto. In tutti questi casi i denti del giudizio potrebbero compromettere le funzionalità e l’estetica della dentatura.

A cosa serve l’antibiotico?

L’antibiotico è utile per ridurre il dolore provocato dalle infezioni alle gengive, dalle parodontiti, dai denti del giudizio e dagli ascessi dentari. Gli antibiotici vengono anche utilizzati per assicurarsi che i batteri presenti nei tessuti del cavo orale non raggiungano il sangue e non si insinuino nelle valvole cardiache di pazienti con problemi al cuore dove potrebbero causare endocarditi batteriche. La cura antibiotica deve essere sempre seguita da trattamenti dentali per curare ed eliminare le cause del mal di denti.

Ogni quanto è bene passare il filo interdentale?

Il filo interdentale va usato con regolarità quotidiana, privilegiando fili cerati o non cerati per zone di affollamento dentale o zone più strette. Nelle zone con spazi più ampi o protesi come ponti e corone si consigliano fili spugnosi o scovolini.

È meglio usare lo spazzolino elettrico o quello manuale?

Gli studi consigliano lo spazzolino elettrico per una migliore rimozione della placca e biofilm. Le setole sono di durezze diverse e le setole morbide sono ideali per gengive sottili e dove si presentano recessioni con esposizione della radice dentale, si è dimostrato che le setole morbide tolgono in egual misura la placca batterica. Lo spazzolino elettrico ci aiuta di più durante l’utilizzo grazie al timer per raggiungere i due minuti, riusciamo meglio a dosare la forza per mezzo del sensore di pressione. Le setole dello spazzolino vanno cambiate con una frequenza di 3-4 mesi. Lo spazzolino manuale va usato con un certo criterio: il metodo ideale per non creare disturbi alle gengive è una tecnica a rullo cioè un movimento di rotazione del polso che va dalla gengiva verso il centro della bocca sia per le superfici dei denti esterne che interne.


Centro dentistico

Domande sull’Igiene

  • Se mi sanguinano le gengive cosa devo fare?
  • Ultimamente ho l’alito pesante…
  • Quante volte al giorno devo spazzolare i denti?
  • Il colluttorio devo usarlo sempre?
  • Lo scovolino è monouso?
  • Ogni quanto si cambia lo spazzolino?
  • Le mie gengive si stanno ritirando e i denti sembrano più lunghi…
  • I miei denti sono più mobili…
Se mi sanguinano le gengive cosa devo fare?

Se le gengive sanguinano si deve continuare a spazzolare e usare il filo interdentale per favorire la guarigione. La riduzione del sanguinamento si evidenzia giorno dopo giorno fino a 1/2 settimane in base alla gravità.

Ultimamente ho l’alito pesante…

Per combattere l’alitosi si deve rimuovere la placca che per il 90% dei casi è la causa principale, quindi si deve spazzolare e usare il filo quotidianamente, questo basterà per risolvere il problema.

Quante volte al giorno devo spazzolare i denti?

E’ consigliato dopo i pasti principali, quindi 2/3 volte lo spazzolino e almeno una volta il filo interdentale o lo scovolino.

Il colluttorio devo usarlo sempre?

II colluttorio a base di clorexidina va usato solo per periodi limitati 1-2 settimane su indicazioni dell’odontoiatra/igienista, in caso di infiammazione o dopo interventi.

Lo scovolino è monouso?

No, la durata può variare in base alle zone di utilizzo.

Ogni quanto si cambia lo spazzolino?

Le setole dello spazzolino si usurano, è consigliato cambiare lo spazzolino o testine “se elettrico” ogni 3-4 mesi.

Le mie gengive si stanno ritirando e i denti sembrano più lunghi…

In questo caso è consigliata una visita specialistica con il parodontologo, usare setole morbide e uno spazzolino elettrico con sensore di pressione.

I miei denti sono più mobili…

In questo caso si consiglia la visita con il paradontologo, la mobilità molto spesso è data dall’abbassamento di osso e gengiva che supporta il dente.


Domande sulla cura dei denti

  • Come prendersi cura dei denti dei neonati?
  • La cura dei denti per i più piccoli
  • Gli apparecchi ortodontici
  • L’igiene orale quotidiana con l’apparecchio
Come prendersi cura dei denti dei neonati?

Ci sono tante informazioni da scoprire, ma questi fondamentali sono un buon inizio. Aiutare a prevenire la placca batterica pulendo delicatamente le gengive di un neonato con un panno umido dopo le poppate. Assicurati di utilizzare solo acqua e non il dentifricio. Non mettere a letto il tuo bambino con un biberon di latte in polvere o succo che contenga zucchero. Con la dentizione, tra i 4 e i 6 mesi, abitua il bambino a spazzolare i denti. Le setole ultra morbide e piccole quantità di dentifricio senza fluoro saranno la scelta migliore. Anche i bambini possono sviluppare gengiviti e carie, è quindi buona norma consultare abbastanza presto un dentista pediatrico seguendo la strategia “prima visita entro il primo compleanno“.

La cura dei denti per i più piccoli

Mostrare come si fa e rendere tutto divertente è di sicuro un ottimo modo per imparare giocando. Se tutti si lavano i denti allo stesso tempo diventa un rituale familiare che i bambini aspetteranno con impazienza. All’età di due anni circa è bene iniziare a utilizzare il dentifricio al fluoro ma assicurati che non venga ingerito. Vuoi insegnare il corretto tempo di spazzolamento? Prova a cantare “Nella vecchia fattoria” o un’altra canzone preferita per due minuti. In genere tra i tre e quattro anni tutti i 20 denti decidui o “da latte” sono spuntati. I denti permanenti o “da adulti” compaiono generalmente entro il sesto anno e possono continuare a spuntare fino all’adolescenza. Se il tuo bambino ha paura del dentista potresti tranquillizzarlo tenendolo in braccio durante la visita.

Gli apparecchi ortodontici

Gli apparecchi ortodontici fanno molto di più che migliorare il sorriso. Svolgono un ruolo attivo nella correzione dell’affollamento dentale e della malocclusione dentale. Questo è importante perché un allineamento anomalo (conosciuto anche come “malocclusione dentale”) potrebbe provocare altri inconvenienti quali la rimozione difficile della placca attorno ai denti mal allineati, causa di infiammazione alle gengive e carie. Prendersi cura degli apparecchi ortodontici può aiutare a prevenire danni agli apparecchi stessi e ai denti sottostanti e a rendere quest’ultimi più confortevoli da portare. Imparare i fondamentali dell’ortodonzia ti aiuterà a seguire i consigli del tuo dentista per mantenere denti e gengive sani durante il periodo in cui porterai un apparecchio ortodontico.

L’igiene orale quotidiana con l’apparecchio

E’ necessaria una pulizia attenta per chi porta un apparecchio ortodontico, perché la placca batterica rimane facilmente intrappolata all’interno e attorno all’apparecchio. La seguente procedura renderà lo spazzolamento e l’utilizzo del filo interdentale giornaliero semplice ed efficace.

Preparati allo spazzolamento. Rimuovi gli elastici e qualsiasi altra parte rimovibile del tuo apparecchio ortodontico.

Pulisci il tuo apparecchio ortodontico. Tieni lo spazzolino con un angolo di 45 gradi per pulire attorno ai fili e ai perni del tuo apparecchio ortodontico. Pulisci dalla parte superiore a quella inferiore di ciascun gancio. Prenditi del tempo per rimuovere la placca ed eventuali residui di cibo, cercando di raggiungere la parte superiore e inferiore dei denti. Spazzola i denti. Pulisci ogni dente singolarmente. innanzitutto tieni lo spazzolino con un angolo di 45 gradi sulla linea gengivale, poi applica una delicata pressione mentre effettui movimenti circolari. Continua così per circa 10 secondi. Effettua la stessa azione di spazzolamento su tutte le zone interne ed esterne dei denti, inclinando lo spazzolino se necessario, per raggiungere le parti interne dei denti anteriori più piccoli.

Utilizza il filo interdentale una volta al giorno, chiedi al tuo dentista di mostrarti il modo migliore di utilizzare il filo interdentale o segui le istruzioni sulla confezione del prodotto. Scegli un filo interdentale adatto per essere utilizzato con apparecchi ortodontici e dispositivi per la pulizia dentale, come il passafilo.

Risciacqua e controlla i denti, risciacqua a fondo con acqua o culluttorio ed esamina i denti e l’apparecchio ortodontico allo specchio.



Domande sulla Pedodonzia

La Pedodonzia è quella branca dell’odontoiatria che si occupa della cura dei denti dei bambini. La particolare fascia di pazienti cui si rivolge rende chiaramente inverosimile il limitarsi delle cure per quanto riguarda il cavo orale ma implica una considerazione del paziente in senso più globale, cercando di non trascurare tutto quello che concerne il suo vissuto emotivo.

Si cerca quindi di accompagnare il bambino attraverso un linguaggio semplice e comprensibile in quelle che saranno le cure della sua bocca per far si che ne diventi in prima persona partecipe e in qualche modo responsabile.

La cura dei “denti da latte” comincia, come tutti i rami della medicina, dalla prevenzione.
Coinvolgere il bambino in una serie di abitudini positive per la salvaguardia della sua salute è alla base per lo sviluppo del suo benessere.

Qualora si evidenziasse invece l’insorgere di qualche problematica è giusto e importante intervenire anche sui denti decidui. Come indica il termine stesso sono denti destinati a essere persi ma spesso non vengono considerati alcuni fattori piuttosto rilevanti come le più scontate sintomatologie (… anche i denti da latte possono far male) e la considerazione che la permuta termina intorno ai 12 anni e fino a quell’età le funzioni masticatorie e di mantenimento dello spazio per i denti succedanei devono essere garantite per un tempo piuttosto considerevole anche se non definitivo.

  • A che età è consigliabile la prima visita odontoiatrica?
  • E’ consigliabile l’uso dello spazzolino elettrico?
  • Vanno curati anche i denti da latte?
A che età è consigliabile la prima visita odontoiatrica?

Generalmente, salvo non si presentino problematiche straordinarie quali traumi o lesioni cariose precoci, il primo approccio con lo studio dentistico viene consigliato intorno ai 3 anni e mezzo, in modo tale da accompagnare il bambino a conoscere questo ambiente senza traumi. Il bambino così non avrà la necessità di nessun tipo di terapia ma avrà modo di prendere confidenza con il dentista, la poltrona odontoiatrica e lo strumentario che è presente in ambulatorio.

E’ consigliabile l’uso dello spazzolino elettrico?

Lo spazzolino elettrico è molto efficace, consente una pulizia ottimale anche a chi ha poca manualità come i bambini, che lo trovano il più delle volte anche divertente. Perchè esplichi la sua funzione al meglio è però necessario usarlo un tempo consono a permettergli di agire su tutte le superfici dentali. Nei bambini viene consigliato di alternarlo all’uso dello spazzolino manuale per favorire anche l’apprendimento di una corretta tecnica di spazzolamento.

Vanno curati anche i denti da latte?

Assolutamente si. I denti decidui vanno incontro a una naturale permuta, ma questa termina intorno ai 12 anni. Per tutto il periodo dell’infanzia quindi vanno assicurate al bambino il mantenimento di una corretta funzione masticatoria e la salvaguardia dello spazio necessario ai denti permanenti al momento dell’eruzione. Spesso inoltre non si considera che anche i denti da latte possono far male, motivo più che sufficiente per intervenire anche su elementi dentali destinati a cadere.



Domande sullo Sbiancamento

Lo sbiancamento dentale è uno dei trattamenti estetici del cavo orale che offre i risultati più immediati grazie all’applicazione di sostanze a base di perossido di ossigeno o di carbamide sullo smalto dentale che permette di migliorare il colore dei denti.

Le procedure di sbiancamento dentale professionale devono essere sempre supervisionate da un professionista del cavo orale.

  • Meccanismo di azione
  • Indicazioni
  • Controindicazioni
  • Cos’è lo Sbiancamento Bleaching
  • Cos’è lo Sbiancamento Ambulatoriale
  • Combinazione di Sbiancamento Bleaching e Ambulatoriale
  • Cos’è lo Sbiancamento Interno
Meccanismo di azione

II meccanismo di azione dei prodotti sbiancanti si basa sul processo di ossidazione: il perossido si dissocia in acqua e con molecole ossidanti di ossidrile che trattengono le sostanze cromofore dello smalto e della dentina, consentendo in questo modo lo sbiancamento dei denti.

Indicazioni

E’ importante conoscere le indicazioni dello sbiancamento dentale professionale e in quali casi è possibile assicurare al paziente una procedura di successo. Lo sbiancamento è consigliato in caso di:

  • Denti scuri e ingialliti per l’età
  • Macchie provocate dal consumo di tabacco e altri pigmenti
  • Macchie leggere da tetraciclina
  • Denti vitali, post trauma
  • Calcificazioni pulpari
  • Dentinogenesi imperfetta (alterazione genetica nella dentizione che produce cambiamenti nella struttura e nel colore dei denti)
Controindicazioni

In alcuni casi lo sbiancamento dentale non è indicato, può causare un danno ai denti e non garantire il buon risultato del trattamento. Le controindicazioni sono le seguenti:

  • Macchie localizzate a causa della fluorosi
  • Macchie gravi e moderate da tetraciclina
  • Riassorbimento interno o esterno
  • Macchie da amalgama
  • Stato parodontale non trattato
  • Corone o ricostruzioni esterne in zone visibili
  • Esposizione delle superfici radicolari
  • Ipersensibilità dentale severa
  • Cattiva condizione dei denti: carie, fratture, perdita considerevole dello smalto…
  • Allergia al perossido
Cos’è lo Sbiancamento Bleaching

Consiste nell’applicazione di perossido di idrogeno eseguita nello studio odontoiatrico di fiducia con fotoattivazione per accelerare l’effetto. In questo tipo di procedura è importante proteggere i denti con appositi separatori e protezioni delle gengive per evitare che il prodotto entri in contatto con le labbra o le gengive e possa provocare qualche ferita. Il vantaggio principale è che in una sola seduta è possibile ottenere un colore dei denti più bianco.

Cos’è lo Sbiancamento Ambulatoriale

Con questo tipo di sbiancamento è possibile ottenere gli stessi risultati del bleaching, ma in un periodo di tempo più lungo. E’ necessario prendere le impronte al paziente e preparare una ferula personalizzata che gli verrà consegnata insieme al prodotto, che in genere è il perossido di idrogeno o di carbamide, ha una concentrazione minore rispetto alla quantità somministrata nello studio dentistico.

Combinazione di Sbiancamento Bleaching e Ambulatoriale

Considerato il trattamento più efficace, prevede una seduta ambulatoriale con fotoattivazione e la consegna di un kit al paziente da usare in casa che comprende una ferula e il perossido di idrogeno o di carbamide a bassa concentrazione.

Cos’è lo Sbiancamento Interno

Per i denti devitalizzati e trattati endodonticamente.

Mantenimento dello sbiancamento

E’ importante che il paziente sia al corrente di una serie di passi da seguire per assicurare che il risultato dello sbiancamento duri il più a lungo possibile:

  • Evitare l’assunzione di cibi e bevande molto pigmentate (per es. caffè, thè, vino rosso, ciliegie, pomodoro…) per almeno 24/48 ore dopo il trattamento
  • Mantenere una perfetta igiene orale quotidiana
  • Usare il filo dentale e spazzolini interprossimali
  • Evitare il tabacco
  • Evitare il consumo di cibi acidi

Chi può fare lo sbiancamento dentale professionale?

Il trattamento può essere eseguito su tutti i pazienti che non presentano carie, sensibilità dentale o altre patologie gravi.

Le cose che devi sapere

  • Lo sbiancamento dentale non rovina Io smalto dei denti. Lo smalto, ovvero la corazza che protegge i nostri denti rimarrà intatto e non subirà danni
  • Lo sbiancamento non è doloroso, non fa male, rende solo temporaneamente il dente più sensibile (48/72 ore).
  • Dopo lo sbiancamento alcuni pazienti lamentano una più acuta sensibilità dentale, ma si tratta di un fenomeno del tutto normale, destinato a sparire in breve tempo e che non lascia alcun tipo di conseguenza negativa.
  • In questo lasso di tempo è necessario pulire sempre i denti, evitare di fumare e quando possibile mangiare e bere alimenti bianchi.
  • Lo sbiancamento potrebbe non essere possibile su denti devitalizzati o che hanno subito dei traumi: per ogni dubbio è bene comunque domandare al proprio dottore.
  • E’ bene ricordare che lo sbiancamento dei denti professionale non sostituisce la pulizia dentale. Sono due pratiche differenti, una mira all’estetica, l’altra al benessere dei nostri denti.

Concludendo è bene ricordare come un sorriso bianco e smagliante sia il miglior modo per presentarsi.

Sempre più persone si rivolgono a noi con il desiderio di avere denti bianchissimi e perfetti. Per fare ciò è assolutamente necessario partire dalle basi, prendersi cura della propria bocca e chiedere consiglio al proprio dentista ed igienista sulle soluzioni più idonee per noi.



Strumenti di igiene quotidiana

  • Scovolini
  • Spazzolini
  • Filo
  • Collutori
  • Dentifrici
Scovolini

Gli scovolini sono di diverse forme e dimensioni, risultano i più adatti alla pulizia interdentale in spazi larghi dove il filo non riesce bene ad aderire con la superficie dei denti. Gli studi dimostrano che i migliori scovolini sono di forma cilindrica in quanto garantiscono una corretta rimozione di placca sia dal lato vestibolare che linguale/palatale. Non sono monouso vanno cambiati al bisogno. Ogni scovolino va usato della dimensione corretta onde evitare danni alla gengiva e per avere la massima efficacia possibile.

Spazzolini

Gli spazzolini reperibili si possono classificare in elettrici e manuali. Gli studi consigliano lo spazzolino elettrico per una migliore rimozione della placca e biofilm, le setole sono di durezze diverse, le setole morbide sono ideali per gengive sottili e dove si presentano recessioni con esposizione della radice dentale, si è dimostrato che le setole morbide tolgono in egual misura la placca batterica. Lo spazzolino elettrico ci aiuta di più durante l’utilizzo grazie al timer per raggiungere i due minuti, riusciamo meglio a dosare la forza per mezzo del sensore di pressione. La durata delle setole dello spazzolino vanno cambiate con una frequenza di tre-quatto mesi. Lo spazzolino manuale va usato con un certo criterio, il metodo ideale per non creare disturbi alle gengive è una tecnica a rullo cioè un movimento di rotazione del polso che va dalla gengiva verso il centro della bocca sia per le superfici dei denti esterne che interne.

Filo

Il filo è uno strumento che molte volte volte viene sottovalutato, va usato con regolarità quotidiana, si privilegiano fili cerati o non cerati per zone di affollamento dentale o zone più strette, nelle zone con spazi più ampi o protesi come ponti e corone si consigliano fili spugnosi o scovolini.

Collutori

Classificati con clorexidina e senza.

Con clorexidina si usano per periodi limitati (1-2 settimane massimo) in casi di infiammazioni.

Senza clorexidna si possono usare quotidianamente, la maggior parte sono a base di oli essenziali, non si posso intendere come sostitutivi allo spazzolamento o alla pulizia interdentale.

Dentifrici

Il Ministero della Salute italiano ha emanato le “Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva”, ha raccomandato l’impiego quotidiano di un dentifricio contenente almeno 1000 ppm (parti per milione) di fluoro che rappresenta uno strumento fondamentale e imprescindibile per la prevenzione della carie. Un altro parametro che deve possedere un dentifricio è un RDA (indice di abrasività per la dentina) inferirore a 100, altrimenti sarebbe troppo aggressivo per lo smalto del dente.



Domande sull’Impianto Dentale

  • Cos’è un impianto?
  • Quanto tempo ci vuole per mettere un impianto dentale?
  • Fa male mettere un impianto?
  • Ci si gonfia e/o si ha dolore dopo aver messo un impianto?
  • Sono sicuri gli impianti o è meglio un’altra soluzione?
  • Sono troppo anziano per eseguire un intervento di implantologia?
  • Cos’è il rigetto degli impianti?
Cos’è un impianto?

L’impianto dentale è un dispositivo medico chirurgico che ha lo scopo di andare a sostituire le radici degli elementi dentari mancanti. Una volta che l’impianto dentale si é osteointegrato (processo attraverso il quale si va a creare un contatto diretto e funzionale tra osso e impianto) è possibile procedere alla realizzazione di una corona fissata all’impianto ripristinando così il dente mancante.

Quanto tempo ci vuole per mettere un impianto dentale?

Per inserire un impianto quando è presente un volume osseo sufficiente è necessario un singolo intervento che si svolge in anestesia locale ( la stessa anestesia che si utilizza per eseguire un otturazione) della durata di circa un ora. L’intervento prevede la maggior parte delle volte una piccola incisione della gengiva, in maniera tale da esporre l’osso sottostante, e nella preparazione di un sito ( un piccolo foro nell’osso ) di misura idonea per inserire l’impianto che viene “avvitato” all’osso. Successivamente viene richiusa la piccola incisione della gengiva con un paio di punti di sutura.

Fa male mettere un impianto?

La procedura di inserimento di un impianto dal punto di vista del dolore è molto spesso meno dolorosa di un estrazione dentale. Perché quando andiamo a eseguire l’intervento il medico lavora su dei tessuti (osso e gengive) sani e privi di infezione. infatti i principali responsabili del dolore post operatorio in chirurgia orale sono la presenza di infezione e infiammazione a carico dell’osso e della gengiva circostanti il dente. L’anestesia utilizzata è la stessa anestesia locale usata per esempio per realizzare un otturazione.

Ci si gonfia e/o si ha dolore dopo aver messo un impianto?

Dopo un intervento di implantologia a seconda dei casi può esserci un gonfiore post operatorio che di solito raggiunge il suo apice intorno al terzo giorno dopo l’intervento. Tuttavia bisogna ricordarsi che a differenza degli altri interventi di chirurgia orale, quando parliamo ad esempio di un impianto singolo, i tessuti su cui lavoriamo sono sani e privi di infiammazione e infezione (principali responsabili del gonfiore e del dolore) e inoltre il medico provvederà a seconda del caso a eseguire sempre delle procedure miniinvasive al fine di rendere il decorso post operatorio indolore o con il minimo discomfort per il paziente. Il dolore che può esserci è sempre controllabile con l’assunzione di un antidolorifico il giorno stesso dell’intervento e nella maggior parte dei casi è presente solo il giorno stesso dell’intervento.

Sono sicuri gli impianti o è meglio un’altra soluzione?

Al giorno d’oggi gli impianti dentali rappresentano la prima scelta nelle terapie per la riabilitazione di denti mancanti. Sicuramente prime di procedere con il trattamento è necessario eseguire una visita specialistica al fine di trovare la soluzione più adatta ad ogni paziente.

Sono troppo anziano per eseguire un intervento di implantologia?

Bisogna tenere presente che grazie alle moderne cure e tecnologie mediche l’aspettativa di vita media è molto aumentata e continua ad aumentare negli anni. Motivo per cui la maggior parte dei pazienti a cui si rivolge l’implantologia sono i pazienti over 50, perché sono coloro che vanno incontro maggiormente alla perdita di denti. Dopo un attenta visita specialistica che serve per valutare si il caso ma anche necessaria per l’analisi e l’adattamento delle patologie e terapie farmacologiche che potrebbero esserci si può procedere con l’intervento. Quindi non si è mai troppo tardi per avere dei denti fissi in bocca.

Cos’è il rigetto degli impianti?

Dal punto di vista scientifico non esiste un vero e proprio rigetto degli impianti. Tuttavia in una piccolissima percentuale di casi durante il periodo di guarigione dopo l’inserimento dell’impianto se si manifestassero dei processi infettivi o infiammatori a carico dell’impianto o dei traumatismi può esserci un’interferenza nella guarigione. Questo comporta che l’impianto non sarà completamente attaccato all’osso e si sviterà. In questo caso si procede alla rimozione spesso non traumatica dell’impianto problematico e si procede al reinserimento di un nuovo impianto. Va sottolineato che se il paziente segue le indicazioni fornite dal medico e si presenta alle visite di controllo e igiene i casi in cui si manifesta un fallimento sono molto rari.



Domande sulla Malattia Paradontale

  • “Non pensavo di avere questa patologia“
  • “Guarirò?“
  • Ai tempi del COVID-19
“Non pensavo di avere questa patologia“

Questo è quello che quasi tutti i pazienti rispondono ad un odontoiatra/parodontologo dopo che questi ha fatto visita e diagnosi di malattia parodontale (detta anche parodontite o, in gergo, piorrea). Il motivo è che si tratta di una patologia cronica, degenerativa dei tessuti di supporto del dente (e che può esitare anche nella perdita dell’elemento dentale integro), ma spesso è asintomatica, lievemente sintomatica e può manifestare degli episodi dolorosi, acuti, localizzati o diffusi che scompaiono temporaneamente con antinfiammatori di automedicazione.

Una volta passato il dolore il paziente pensa di aver risolto il problema ma purtroppo non è così.

La malattia prosegue indisturbata la sua corsa. Uno studio americano ha dimostrato l’esistenza di una variante del DNA presente frequentemente nella popolazione (polimorfismo) che aumenta la probabilità di insorgenza della patologia. Inoltre, se sommiamo il fattore ereditario ad altri fattori predisponenti come il fumo, la scarsa igiene orale, malattie sistemiche e stress, si osservava un aumento di 10 volte del rischio di ammalarsi. La colonizzazione delle superfici dentali da parte dei batteri (placca batterica) è riconosciuta essere il fattore eziologico principale per lo sviluppo della malattia parodontale. La malattia parodontale, responsabile di una situazione d’infiammazione cronica con rilascio di mediatori infiammatori in circolo, rappresenta inoltre un fattore di rischio per Io sviluppo e l’aggravamento delle seguenti patologie:

CARDIOPATIE CORONARICHE, MALATTIE RESPIRATORIE, DIABETE, PARTO PREMATURO E NASCITA DI NEONATI SOTTOPESO.

“Guarirò?“

Ovviamente questo è quello che preoccupa maggiormente i nostri pazienti: il nocciolo della questione!

Gli obiettivi preposti sono nello specifico:

  1. Eliminare Io stato infiammatorio
  2. Limitare/bloccare la progressione della malattia
  3. Limitare/evitare la perdita dei denti

Il dentista/igienista dentale risponderà: DIPENDE!.
La guarigione della malattia parodontale rappresenta più che altro il raggiungimento di un equilibrio nell’ecosistema della bocca, fra ospite e biofilm batterico.
Questo delicato equilibrio, se raggiunto, va costantemente curato e mantenuto, vita natural durante, attraverso il controllo periodico e un’igiene costante della bocca, sia professionale che domiciliare da parte dei paziente.

In breve illustrerò il percorso tipico affrontato dal paziente parodontale nel nostro studio:

  1. Visita e diagnosi di malattia parodontale
  2. Classificazione del grado e dello stadio della patologia
  3. Stesura e proposta di trattamento
  4. Terapia personalizzata al caso specifico in studio e istruzione al mantenimento domiciliare della cura e della manutenzione della bocca.
  5. Programmazione periodica e continuativa della terapia di supporto in studio, supportata da rivalutazione cadenzata dei parametri di riferimento; formazione/informazione adeguata, personalizzata e costantemente aggiornata delle modalità di cura domiciliare.
Ai tempi del COVID-19

Purtroppo stiamo vivendo tempi particolarmente difficili….

Il nostro impegno è proteso ad organizzare il rientro in studio, con nuove modalità di lavoro, dettate dalle Associazioni e dal Ministero della Sanità, nonché dall’OMS.
La nostra attenzione è rivolta specialmente ai nostri pazienti in terapia di mantenimento parodontale che oggi sono costretti a sospendere i controlli e le terapie periodiche. A loro ci rivolgiamo sottolineando ora più che mai la necessità di occuparsi minuziosamente della cura di denti e gengive.

Sappiamo che come per tutte le malattie croniche, il ruolo del paziente è fondamentale.
Il paziente è parte integrante del team terapeutico.
In un certo senso possiamo dire che “Il paziente cura sé stesso”… vale per il diabete, vale per l’ipertensione arteriosa nonché per la paradontite.

Ci sono inoltre raccomandazioni che è sempre importante ricordare:

  • Spazzolare con cura e attenzione i denti 3 volte al giorno e passare bene filo e/o gli strumenti interdentali (scovolini, soft picks, ecc…)
  • Non fumare, a maggior ragione in un periodo in cui passiamo così tanto tempo all’interno
  • Nutrirsi correttamente, senza dimenticare frutta e verdura
  • Fare attività fisica, anche se in uno spazio limitato.

Sperando di poterci vedere quanto prima, con affetto vi saluto!

Dott.ssa Valentina Pavan



Ortodonzia Invisibile

Al giorno d’oggi disponiamo di apparecchi ortodontici davvero invisibili in grado di risolvere affollamenti, disallineamenti in tempi davvero rapidi, potrai ritrovarti cosi ad avere un sorriso migliore esteticamente e soprattutto, poiché gli aligner sono removibili è facile mantenere una corretta igiene orale e mantenere le proprie abitudini alimentari più facilmente, infatti denti allineati in modo corretto consentono una pulizia più agevole.

Puoi indossare comodamente i tuoi aligner per 22 ore al giorno, con l’avanzamento del processo, sostituendo gli aligner ogni 1-2 settimane, potrai notare un graduale cambiamento nel tuo sorriso.

Gli apparecchi sono talmente sottili, confortevoli e completamente invisibili che possono essere portati da tutti senza problemi!!

Inizia a realizzare il tuo sorriso migliore!

Oggi il tuo sorriso viene corretto ai ritmi della vita moderna. Le mascherine possono essere cambiate ogni settimana e in alcuni casi il tuo sorriso potrà migliorare in meno di 3 mesi, ovvero la metà del tempo rispetto al passato.

Avere denti allineati riduce la possibilità di carie interdentali e malattie gengivali per una maggiore facilità di pulizia quotidiana.

Investire sull’allineamento dei denti può ridurre l’esigenza di costosi trattamenti odontoiatrici futuri.

Centro Autorizzato Invisalign Verona










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