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Promuovere il benessere di bambini e adolescenti

PSICOLOGIA


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PSICOLOGIA


Il Poliambulatorio offre uno spazio di approfondimento di psicologia clinica in merito ai disturbi psicologici negli adulti e non solo.

Il disagio psicologico si connota come un malessere che può investire l’area cognitiva, emotiva e comportamentale di una persona compromettendone il vivere quotidiano. Il disagio psicologico può coinvolgere le relazioni nell’ambito familiare, sociale lavorativo e scolastico con livelli di sofferenza psichica differenti a seconda della gravità del malessere. Prendersi cura del proprio disagio aiuta a trovare un nuovo equilibrio interiore che consente all’individuo di recuperare il benessere perduto. Vissuti di ansia, di depressione e sintomi quali gli attacchi di panico sono presenti in quadri diagnostici molto differenti tra loro e nella società odierna coinvolgono una sempre più ampia fetta di pazienti . 


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Di cosa ci occupiamo :


Difficoltà legate alle varie fasi del ciclo di vita

 – Disagi personali e relazionali

 – Difficoltà nell’affrontare momenti critici e di cambiamento

 – Condizioni di scarsa autostima e insicurezza

 – Disturbi d’ansia e attacchi di panico

 – Disturbi Post Traumatici da Stress

– Disturbi depressivi

– Terapia di coppia 

 – Disturbi psicosomatici e sintomi fisici

 – Fobie e paure

 – Disturbi legati all’alimentazione

 – Stress lavorativo



  • Sostegno alla genitorialità: 

ll sostegno alla genitorialità è un intervento psicologico di accompagnamento per gli adulti che, per motivi diversi, vivono delle difficoltà nel loro ruolo genitoriale. Questi percorsi aiutano i genitori a comprendere i propri figli e a trovare modalità più efficaci di relazione con loro, al fine di migliorare l’ambiente familiare nella sua globalità ed il vissuto personale dei suoi componenti.

  • psicologa dell’emergenza : L’esperto in psicologia dell’emergenza e psicotraumatologia è in grado di effettuare procedure (triage, piani di intervento, etc.) ed interventi di sostegno psicologico (colloqui clinici, defusing, debriefing, etc.) nei seguenti ambiti: 
  • emergenze ospedaliere (pronto soccorso, rianimazione, medicina di urgenza, piastra chirurgica, trapianti, etc…); 
  • emergenze quotidiane (incidenti della strada, eventi con impatto sulla sicurezza collettiva o sull’ordine pubblico, etc…); 
  • maxi-emergenze (terremoti, alluvioni, etc.); 
  • psicotraumatologia (eventi critici individuali). 


PSICOLOGIA DELL’INFANZIA E DELL’ETA’ EVOLUTIVA


La Psicologia dell’Infanzia e dell’Età evolutiva si pone l’obbiettivo di promuovere il benessere psicologico del bambino e dell’adolescente, potenziare le abilità deficitarie (carenti, insufficienti) nei principali disturbi dell’età evolutiva, sostenere da un lato il bambino e l’adolescente nel loro percorso di crescita e dall’altro i genitori nel loro ruolo educativo.

Nel lavoro con i bambini e i ragazzi devono essere presi in considerazione tutti gli aspetti che costituiscono la complessità di una problematica in età evolutiva. Gli interventi si basano su attività di gioco e di interazione informale e possono quindi riguardare anche l’ambito educativo e quello pedagogico in un’ottica in cui il “prendersi cura” riguarda tutti i contesti di vita del bambino.

Bullismo, crisi adolescenziali, aggressività o iperattività sono solo alcuni dei disturbi che possono colpire bambini e adolescenti

Perché rivolgersi a un terapeuta esperto in psicologia infantile? Quali sono i disturbi più comuni nelle fasi dell’infanzia e dell’adolescenza?

Come ben sappiamo esistono diversi tipi di teorie e di approcci psicologici. Alcuni si basano su differenti tecniche, mentre altri si occupano di diversi gruppi o fasce d’età. Nel caso della psicologia infantile la terapia viene dedicata completamente alle fasi dell’infanzia e dell’adolescenza, così come a tutti quei disturbi che possono nascere in questi periodi così delicati.


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Questa divisione fra psicologia infantile e adulta è necessaria perché la psiche dei bambini è diversa rispetto a quella dei più grandi. L’infanzia, infatti, è una delle tappe più importanti per la formazione della personalità di ciascuno di noi. Dare un nome a quello che prova un bambino è spesso più complesso e dev’essere scoperto attraverso tecniche diverse quali il gioco. Indispensabile è la presenza dei genitori all’interno della terapia. In molti casi, infatti, vengono inglobati completamente o parzialmente nel percorso terapeutico del bambino.

Il terapeuta che si occupa di psicologia infantile deve avere della capacità specifiche per poter interagire con i bambini e deve avere la giusta sensibilità per poter comunicare con loro.


Disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza

Emozioni profonde quali rabbia, ansia, paura possono alterare la vita dei bambini. Se si prolungano nel tempo o si fanno sempre più intense, probabilmente sarà necessario rivolgersi a uno psicologo infantile. Il suo compito sarà quello di dare un nome a queste emozioni e di insegnare al bambino a gestirle. Esistono diversi tipi di disturbi che possono colpire l’età dell’infanzia e dell’adolescenza, di seguito vi presento alcuni esempi o alcune situazioni particolari che potrebbero richiedere un aiuto esterno.

  • Bullismo 

Sia chi subisce sia chi è artefice di episodi di bullismo ha necessità di un aiuto specializzato. Questo disturbo si sviluppa tramite un carattere violento e prepotente nei confronti dei propri coetanei. Spesso gli episodi di bullismo avvengono all’interno delle scuole che, sempre di più, stanno cercando di trovare nuove soluzioni.

  • Iperattività 

I bambini che soffrono di iperattività si comportano in maniera piuttosto impulsiva e hanno difficoltà a concentrarsi. Per essere tale, questo disturbo deve comparire solitamente prima dei 7 anni e dev’essere diagnosticato per un periodo minimo di sei mesi.

  • Mutismo selettivo 

Nonostante non ci siano difficoltà di tipo fisico, il bambino affetto da mutismo selettivo smette di parlare completamente o con determinate persone. Le cause di questo disturbo sono psicologiche e vanno sradicate attraverso un miglioramento dell’autostima del bambino.


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  • Aggressività 

Questo disturbo nei bambini può essere un campanello d’allarme per indicare un malessere proveniente, ad esempio, dal rapporto con i genitori o con i compagni di scuola. Secondo una ricerca dell’Università di Montreal, infatti, l’aggressività dei bambini potrebbe essere legata al comportamento dei genitori.

  • Crisi adolescenziali 

La tappa dell’adolescenza può essere realmente dura in quanto il bambino attraversa un periodo di grandi cambiamenti a livello fisico e psicologico. Questo periodo di transizione però, può creare momenti di instabilità e sfociare in una vera e propria crisi. In alcuni casi è necessario richiedere l’aiuto di uno specialista che aiuti l’adolescente a “tradurre” i propri stati d’animo.

  • Scuola 

Anche la scuola può essere un problema. Che la causa sia la svogliatezza o la poca passione per una determinata materia poco importa. Sicuramente una delle difficoltà più importanti che il bambino/adolescente deve affrontare è la delusione che proveranno i genitori in caso, per esempio, di bocciatura. Leggi i consigli dei nostri esperti in merito.

  • Obesità infantile 

Si tratta di un problema di grande rilevanza sociale e sembra che l’Italia abbia questo primato negativo. Molte volte non ci si rende conto del fatto che il mangiare in maniera compulsiva o incontrollata può essere sinonimo di un qualche disagio. In questi casi sarebbe dunque opportuna accompagnare una dieta equilibrata e il movimento con un’adeguata terapia di supporto.


IL PROCESSO PSICODIAGNOSTICO SI AVVALE FONDAMENTALMENTE DI DUE STRUMENTI METODOLOGICI:

IL COLLOQUIO PSICOLOGICO

Attraverso questo strumento vengono accolti ed esplorati i vissuti, la storia e i problemi del Paziente con lo scopo di individuare, all’interno della sua storia personale, i fattori intrapsichici, relazionali, familiari e biologici, che possono aver contribuito all’insorgenza del disturbo o della condizione di sofferenza lamentata. La diagnosi psicologica non si limita al riconoscimento ed alla classificazione dei sintomi o all’inquadramento di una malattia (come avviene in ambito medico) ma, tenendo conto della complessità e dell’unicità di ogni individuo, si propone di giungere ad una comprensione psicologica che passa necessariamente attraverso la condivisione emotiva e cognitiva di aspetti profondi di sé.

L’utilizzo dei test psicologici completa ed integra le informazioni raccolte durante i colloqui, permette la valutazione di funzioni o caratteristiche specifiche di personalità e consente di avere in tempi relativamente brevi, una conferma o disconferma delle osservazioni cliniche. Il processo diagnostico si struttura, inoltre, in funzione della sua finalità approfondendo la conoscenza relativa alle proprie caratteristiche personali, relazionali e contestuali, il cliente è posto nella condizione di prendere autonomamente delle decisioni e operare delle scelte che facilitino la realizzazione dei propri bisogni e delle proprie aspirazioni.

I TEST PSICOLOGICI

Servono a raccogliere informazioni dettagliate e oggettive sulla persona in esame. Possono essere proiettivi o strutturati. Con l’uso di questi strumenti si possono esplorare la struttura di personalità, le abitudini, gli interessi, i valori, i livelli di sviluppo intellettivo e psicomotorio. Durante i colloqui, lo psicologo valuta e approfondisce i risultati dei test e formula una valutazione globale della persona in esame o della coppia in terapia.

  • Test di Rorschach

Uno dei test psicologici più conosciuti è certamente quello inventato da  Hermann Rorschach nel 1921, pensato per comprendere al meglio la personalità del paziente attraverso l’interpretazione delle macchie di inchiostro.

Il test è composto da 10 disegni: 5 in bianco e nero, 2 in nero e rosso e 3 a colori.

Più che cercare di capire cosa vede, lo psicologo cerca di analizzare come vengono viste ed interpretate le immagini. Nel test proiettivo infatti si incrociano differenti dati: se le macchie sono viste in movimento, se il paziente si focalizza su un solo dettaglio o su tutta la figura, come interpreta i colori ed altri dati che possono lasciar esprimere la personalità di chi guarda. Ne emergeranno dettagli preziosi che si andranno ad aggiungere al ‘puzzle’ a disposizione dello psicologo per avere una figura più ampia delle sfumature della personalità.




  • Blacky pictures test
  • l Blacky pictures test (BPT) è un test proiettivo, volto ad indagare attraverso 12 vignette, le dinamiche della personalità dei bambini, secondo il modello psicosessuale freudiano. Rientra tra i reattivi narrativi o di contenuto.Il test è stato creato da Gerald S. Blum nel 1947, che è stato docente di psicologia presso l’Università del Michigan.Le vignette raffigurano una “famiglia” di cani in particolari situazioni che possono essere collegate a fenomeni della teoria psicoanalitica. Il protagonista è “Blacky“, accompagnato dal fratello (Tippy), dalla madre e dal padre. Il genere di Blacky viene determinato in base a quello del soggetto che viene esaminato. Ai bambini viene chiesto di inventare una storia, basata sui disegni nelle vignette, e il contenuto delle loro risposte, una volta analizzato, è stato pensato per indicare i tratti delle personalità descritte da Freud (ad esempio angoscia di castrazione o invidia del pene).La validità e l’attendibilità del Blacky Pictures Test è stata contestata da diversi psicologi, tra cui Hans Eysenck.
  • Test carta matita I test grafici, proprio per la loro capacità proiettiva, permettono al bambino di esprimere i propri disagi e al professionista di avere la chiave per comprendere l’origine dei sintomi che si manifestano. Dare voce ai disagi del bambino ci aiuta ad orientare il trattamento, ristabilendo un adeguato equilibrio emotivo, comunicativo e/o relazionale con le figure di accudimento.Es:Disegno della famiglia Disegno dell’albero Disegno della casa Disegno delle emozioni Disegno del bambino sotto la pioggia 




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