Aggiornamenti mensili di DentalCare

NOVITÀ E ANNUNCI

Notizie sulla salute


IMG_6836-1200x800.jpg

Cosa può succedere ai denti cariati non curati? Vediamone sintomi e cause per evitare patologie degenerative.

Avere denti cariati per lungo tempo è un sicuramente pericoloso. È possibile non accorgersi di avere una carie, in quanto ci sono delle tipologie di infezioni che si sviluppano in modo silente e asintomatico. Ancora, può succedere di non essere particolarmente attenti alla propria cura dentale e nemmeno ai segnali che denti e apparato gengivale ci danno. In questi casi si arriva, più tardi, al punto di soffrire in modo più intenso per dei denti cariati non curati, causando, a lungo andare, lo sviluppo o il peggioramento dello stato necrotico locale.

Per evitare la degenerazione della malattia in denti cariati non curati, ecco che è possibile imparare a stare attenti ai sintomi che riscontriamo in bocca. Ricordiamo che la carie dentale, è un’infezione che prolifera per mezzo dei batteri della placca. I quali intaccano lo smalto e poi l’interno del dente, ammalando la parte sana, fino a distruggerla completamente, nei casi più gravi.

I batteri agiscono in modi diversi sui denti cariati non curati, impiegandoci mesi oppure addirittura anni per infettare le pareti e il nucleo del dente. Infatti esistono molteplici tipologie di carie che, se non curate, possono diventare pericolose, non solo per l’estetica della nostra bocca ma anche per la funzionalità dell’apparato dentale. Tra le tipologie ricordiamo la carie:

  • acuta, si sviluppa in poco tempo e si espande a macchia d’olio all’interno del dente;
  • cronica, lenta ma precisa, intacca lo smalto e macchia il dente;
  • interdentale, si insinua nei bordi e negli spazi poco visibili;
  • centrale, parte da dentro verso l’esterno.

La causa di denti cariati non curati, può essere dovuta anche a una recidiva o una carie secondaria, nata dopo avere appena curato una prima carie sul dente.

Visto le diverse patologie di carie esistenti, risulta evidente che i denti cariati non curati possono diventare un serio pericolo per tutto l’apparato dentale. Oltretutto, in base alla capacità di accorgersi per tempo, il grado di gravità del dente cariato, è diverso.

I sintomi dei denti cariati non curati

È difficile, ma non impossibile, non accusare i sintomi dei denti cariati non curati. Effettivamente, come già precedentemente accennato, ci sono carie dentali che non si palesano così facilmente, ma sono invece subdole e aggrediscono gli strati dei denti in modo asintomatico. Lasciando anche strascichi dell’infezione poco visibili ad occhio nudo.

Ma, con una certa cura e attenzione, oltre che con una periodica visita dal dentista, ecco che i sintomi dei denti cariati e non curati, possono essere evidenziati in modo palese, anche per pazienti che non riscontrano particolari problemi:

  • ipersensibilità o dolore, anche saltuario, ai denti;
  • sensibilità dei denti a cibi o bevande troppo caldi o freddi;
  • sensazione fastidiosa al contatto con alimenti dolci;
  • gengive sanguinanti o infiammate;
  • macchie o segni evidenti sullo smalto dei denti;
  • presenza di placca e tartaro;
  • alito cattivo, nonostante una buona igiene orale.

In base alla capacità personale di ogni paziente di accorgersi dei sintomi di denti cariati non curati, è possibile riuscire ad intervenire in tempo e debellare l’infezione dentale senza particolari conseguenze.

La gravità di denti cariati non curati, dipende dal grado di infezione raggiunto, che può essere di prima, seconda o terza categoria. Partendo da una carie non curata superficiale, si può arrivare a una infezione che arriva in profondità, intaccando il nucleo e la radice del dente. Superata questa soglia, si può incappare in ascessi dentali e necrosi più pericolose e degenerative. Pertanto, avere cura della propria bocca e dei denti è necessario e conveniente per mantenere l’apparato dentale in salute.

L’igiene orale adeguata e visite periodiche dal dentista sono abitudini da mantenere inalterate nel tempo, insieme a una buona dose di autovalutazione. Tutto questo andrebbe ad evitare conseguenze peggiori, come quelle che andiamo a scoprire, leggendo il prossimo paragrafo.

Cosa provoca una carie dentale non curata

Ora vediamo cosa provoca una carie dentale non curata, a causa della superficialità nel non riconoscere i sintomi o per mancanza di abitudini preventive.

Tra i motivi principali di denti cariati non curati, mettiamo in evidenza:

  • scarso o mancato uso dello spazzolino e dentifricio in modo adeguato;
  • depositi di placca e tartaro;
  • abitudini alimentari sbagliate;
  • fragilità e struttura dei denti e dello smalto;
  • riduzione della saliva;
  • denti più fragili e predisposti ad essere aggrediti, come quelli decidui;
  • cambiamenti ormonali;
  • fumo e alcool.

A causa di questi fattori scatenanti, le ripercussioni che si hanno su tutta la bocca e l’apparato dentale possono essere molto gravi. Nei denti cariati non curati, la necrosi avanza e peggiora il suo stato di infiammazione. Generalmente la carie scende e si espande all’interno del dente, rischiando di aggredire la radice.

Non accorgersi dello stato di gravità di salute dell’apparato dentale e gengivale, può far rischiare la propagazione della carie ad altri denti, la distruzione totale del dente e della radice, con conseguente rischio di dover devitalizzare il dente. Senza contare la gravità in caso di ascesso dentale, cisti, gengiviti o piorrea.

Per evitare interventi troppo invasivi, come anche una semplice otturazione ai denti, è bene focalizzarsi sulle buone abitudini da mantenere nel tempo e da insegnare anche ai più piccoli: igiene orale con spazzolino, dentifricio, piccoli strumenti di pulizia e controlli periodici dal proprio dentista di fiducia.


DSC_0579-1200x801.jpg

La carie cronica è una tipologia di infezione batterica dei denti che si evolve molto lentamente. Vediamo, in questo articolo, quando avviene e come prevenirla.

A seconda dello stato di salute del cavo orale e, soprattutto, della qualità dell’igiene dentale che si riesce a mantenere, è possibile evitare la formazione della carie. Ma, spesso, a causa di abitudini errate e da predisposizioni fisiche, ecco che c’è la possibilità che si insinuino tra i denti delle carie, chiamate croniche, a causa della loro modalità di espandersi.

La carie cronica, come le altre tipologie di carie, si forma a causa del proliferare dei batteri all’interno della bocca e tra i denti. Tramite i residui di zucchero del cibo, ecco che lo sviluppo della placca e, nel tempo, del tartaro, diventano terreno fertile per i batteri che, piano piano, aggrediscono lo smalto e iniziano l’invasione del dente, creando una carie cronica. Viene così chiamata, perché ha un processo di demineralizzazione molto lento e inesorabile, spesso silenzioso. Ci possono volere due o tre anni per accorgersi di una carie di questo tipo e, quando arriva quel momento, la carie cronica si è già insinuata all’interno del dente, verso la radice e il suo nervo.

La carie cronica agisce ad ampio raggio, dilaga sull’area del dente, smantellando lentamente i tessuti, rimanendo attiva grazie all’ambiente orale che la circonda. Il dente aggredito dalla carie cronica, viene man mano ricoperto da uno strato batterico che, se identificato in tempo, può essere curato nel miglior modo possibile, evitando gravi danni alla vitalità del dente.

Non sempre è facile individuare una carie cronica, nonostante possa essere riconoscibile in base al colore dell’infezione che si espande. Solitamente, questa patologia dentale si colora di giallo, bruno o nero, segnando il dente anche in modo piuttosto visibile. Ma l’incognita della carie cronica, è proprio la calma con la quale si evolve, cambiando l’aspetto dell’apparato dentale in modo talmente impercettibile nel tempo, che può essere sottovalutata alla personale supervisione durante la pulizia del proprio apparato dentale. Per questo motivo è bene recarsi dal proprio dentista di fiducia periodicamente, per avere la certezza di poter prevenire o curare in tempo una carie cronica o qualsiasi altra tipologia di infezione ci possa essere in atto tra i denti.

Quando una carie è cronica

Non è molto facile capire quando una carie è cronica, per questo, ora, ne vediamo le principali caratteristiche, per poter anticipare l’evolversi più pericoloso di questa infezione dentale. La definizione stessa della carie cronica, ne stabilisce la sua particolare capacità di propagarsi, in modo lento e continuo, sullo smalto e sulla dentina. Questa tipologia di carie, non è accompagnata con dolore, se non verso la fine del processo, quando ormai può essere tardi per salvare il nervo del dente.

Ecco in che modo è possibile accorgersi di soffrire di una carie cronica:

  • smalto del dente alterato, sotto il suo leggero strato presenta delle imperfezioni;
  • infezione presente con macchie giallognole, brune o nere;
  • placca e tartaro tra i denti, molto resistente e difficile da eliminare;
  • dolori tardivi, destati da una pulpite in corso.

Purtroppo, il dolore ai denti, per una carie cronica, è già sintomo di una infezione profonda in atto. Avviata ormai da anni e che si è evoluta verso il centro del dente in modo lento ma, purtroppo, efficace. Infatti, inizialmente, una carie cronica non desta particolari disturbi e non procura particolare sensibilità al dente intaccato.

Come abbiamo già detto, l’evoluzione della carie cronica ha una durata di ben 2-3 anni. Nei quali attacca tutti i tessuti del dente, rendendoli molli, infiammati e infetti, arrivando ad aggredire la polpa del dente e causando, in quel momento, la comparsa della pulpite.

A causa di questo processo così lento, la carie cronica può far degenerare la salute del dente provocando ascessi, l’esplosione della radice, infiammazioni gengivali, granulomi o altre patologie gravi, assolutamente da curare, se non prevenire.

Di fatto, una carie è cronica quando le si lascia tutto il tempo per ammalare l’apparato dentale, causando lo smantellamento del dente e di tutti i suoi tessuti. Presa in tempo, una carie di questo tipo, può essere assolutamente contenuta e curata tramite un’accurata otturazione. Con la quale si ripristina la naturale salute del dente, ripulendo la parte infetta e riempiendo il dente del materiale composito adatto a proteggerlo e ripristinarlo.

Come prevenirla

Scopriamo insieme come prevenire una carie cronica e soprattutto se è possibile farlo. Di certo, la prima soluzione per evitare la formazione di carie in bocca, è mantenere un’accurata igiene dentale e orale. E, per fare questo, non basta l’ausilio di spazzolino e dentifricio, bensì anche l’utilizzo di piccoli strumenti di pulizia adatti a migliorare la salute dentale.

Filo interdentalescovolino e colluttorio sono dei mezzi di supporto e aiuto per mantenere i denti puliti, soprattutto se la conformazione della bocca e della dentatura non è particolarmente favorevole a una pratica pulizia. Infatti, denti disallineati o l’uso di apparecchi ortodontici, possono essere dei veicoli maggiori di placca e favorire maggiormente la nascita di una carie cronica.

Anche una giusta valutazione sulle caratteristiche dei propri denti e soprattutto della struttura dello smalto, può essere una scelta efficace per prevenire una carie cronica. In quanto, spesso lo smalto dei denti è molto delicato, poco strutturato e bisognoso di nutrimento per rinforzarsi. L’utilizzo di dentifricio al fluoro o di prodotti specifici ad aumentare la protezione dei denti, è un metodo efficace per contrastare la formazione di una carie cronica.

La presenza di placca e gengive infiammate e sanguinanti, possono essere altresì un segnale di malessere anche di denti malati, aggrediti da una carie di questo tipo.

La carie cronica ha delle caratteristiche che la possono rendere innocua, se presa in tempo, o molto pericolosa, se riscontrata verso la fine del suo lungo percorso. Per prevenirla è necessario quindi andare periodicamente dal proprio dentista, che verifica con attenzione la situazione dentale e presterà le cure dovute, per eliminare la carie cronica tramite un’otturazione o, nei casi più gravi, una devitalizzazione o estrazione del dente.


yirmilik_dis.jpg?time=1664004982

Parliamo di carie acuta: cos’è e come riconoscerla, in modo da curarla in tempo, prima che diventi troppo profonda e pericolosa per la salute di tutto l’apparato dentale.

La carie acuta si chiama in questo modo perché ha uno sviluppo abbastanza repentino e doloroso. Questa infezione batterica, si forma nel giro di pochi mesi e agisce espandendosi all’interno del dente e coprendone una vasta zona. In questo articolo parleremo meglio di come si manifesta questa tipologia di carie acuta e quali accortezze dobbiamo avere per riconoscere la sua presenza.

Ma ora, andiamo innanzitutto a spiegare perché si forma una carie acuta e cosa è possibile fare per evitare di soffrire di questa patologia.

Anche la carie acuta, come tutti gli altri tipi di carie, aggredisce lo smalto dei denti, demineralizzandolo, a causa della formazione della placca e dei sedimenti di tartaro. La placca si forma, principalmente, a causa di residui di cibo rimasti sui denti. Ma spesso i motivi scatenanti per l’arrivo di una carie acuta, possono essere di vario genere.

Vediamo insieme quali sono quindi le cause scatenanti, o concomitanti, che agiscono in favore di questa patologia dentale batterica:

  • scarsa igiene orale  e approssimativa, solo con spazzolino e dentifricio;
  • raro o nessun uso di strumenti di igiene, come  filo interdentale, scovolino o altro;
  • difficoltà di pulizia del cavo orale;
  • assunzione di cibi con troppi zuccheri;
  • utilizzo di apparecchi ortodontici;
  • denti delicati o rotti, decidui (da latte), con smalto poco spesso;
  • dentatura molto fitta, senza tanti spazi interdentali;
  • malattie parodontali o vecchie otturazioni, rovinate.

Come vedremo di seguito, la carie acuta è tale, perché raggiunge la sua gravità in poco tempo. I batteri agiscono inserendosi direttamente dall’interno, espandendosi parecchio e potendo causare ascessi, dolori forti ai denti e una degenerazione globale della zona infetta.

Cos’è la carie acuta

Abbiamo visto che la carie acuta è una patologia che attacca la dentatura, a causa del proliferare di batteri e la conseguente formazione di placca tra i denti. La carie acuta si sviluppa in poco tempo, solitamente nel giro di 6 mesi, e si espande nella parte interna del dente, insinuandosi da un piccolo foro, fatto sulla superficie dello smalto

Questa tipologia di carie, è acuta perché spesso dolorosa: intacca la dentina interna creando un tessuto molliccio che si allarga in profondità, verso la radice del dente. L’infezione batterica, cambia anche l’aspetto estetico della dentatura, rendendola a chiazze bianco gesso e cambiando colore anche alla dentina stessa, che diventa giallognola. La pericolosità di una carie come questa, è la velocità con la quale cresce al di sotto del dente e dando i primi segnali di presenza quando c’è già in atto uno stadio di gravità non trascurabile. Come per tutte, se si cura in tempo una carie acuta, non c’è il rischio di gravi compromissioni all’apparato dentale. Ma se non ci si accorge immediatamente della presenza di una carie avuta, ecco quali sono gli stadi di valutazione con i quali si ha un parametro di gravità di un’infezione di questo tipo:

  • gravità di grado 1, quando si intacca la superficie del dente, ovvero lo smalto;
  • gravità di grado 2, quando si ammala la dentina (cosa che, una carie acuta, fa in tempi molto brevi);
  • gravità di grado 3, quando l’infezione scende al nervo del dente.

Se l’espansione del tessuto infetto è abbastanza circoscritta, può essere facile curare la carie acuta tramite un’otturazione. La quale prevede prima l’eliminazione della parte malata poi l’applicazione del composito, a sigillare il tutto, ripristinando così le normali funzioni del dente, prima dolorante.

Nel caso invece ci sia un’infezione più profonda, ecco che potrebbe essere necessario lavorare sul nervo intaccato, devitalizzandolo. In questo modo viene meno la sensibilità del dente, che causava dolore durante la masticazione. Se il dentista lo ritiene necessario, nel momento in cui una carie acuta ha aggredito un molare o premolare, danneggiandolo irrimediabilmente, potrebbe essere consigliato togliere addirittura il dente stesso.

Ma ora andiamo a vedere in che modo è possibile riconoscere una carie, che si sviluppa in modo così repentino, coma quella acuta.

Come riconoscerla

Un modo per accorgersi in tempo di una carie acuta è sapere come riconoscerla. Una carie di questo tipo, abbiamo detto essere molto veloce e spesso dolorosa. E quando succede così, la gravità della carie è già abbastanza avanzata. Ma se si presta attenzione alla propria dentatura e se si eseguono visite periodiche dal dentista, è possibile salvaguardare la salute della propria bocca e agire in tempo per rimediare e riparare i danni, prima che sia troppo tardi.

Di fronte a una carie acuta, i denti si presentano, sotto lo smalto, con chiazze color bianco inteso o giallognolo. Pertanto, controllare l’aspetto estetico dei denti e le loro variazioni, permette veramente di capire se c’è in atto qualche infiammazione. Altro fattore determinante per riconoscere la comparsa della carie acuta è il dolore che propaga l’infezione attorno all’area circostante. Quindi, una spiccata ipersensibilità ai denti, può essere sintomo di carie acuta in fase di sviluppo. Anche zone dei denti piene di tartaro e placca sono segnale di un evidente problema della bocca, in quanto, una scarsa pulizia e igiene orale, possono essere l’innesco di un’infezione batterica all’interno di un dente.

Uno smalto fragile dei denti, potrebbe essere un terreno più facile per la proliferazione di una carie acuta. Quindi, utilizzare un dentifricio specifico, a base di fluoro, per rinforzare la struttura dei denti, può essere un grande metodo risolutivo e, soprattutto, preventivo.

Visite periodiche dal proprio dentista di fiducia, possono scongiurare la formazione della carie acuta. O comunque, sono un mezzo efficace per riconoscerle con certezza e curarle in tempo, evitando il peggioramento, in pochi mesi, di questa carie così intensa e pericolosa per la salute dei denti.

Ricordiamo che le carie acute possono essere oltremodo pericolose nei denti da latte decidui dei bambini. In quanto il loro smalto è ancora fragile e poco spesso. Pertanto è bene tenere sotto controllo l’igiene orale dei più piccoli e verificare lo stato di salute anche della loro bocca.


NL3-691x554-1.jpg?time=1664004982

La carie interdentale è una delle tante tipologie di carie che possono crearsi tra i denti, a causa della placca batterica. In questo articolo, vedremo nello specifico che cos’è e perché curarla.

Tra le patologie dei denti, la carie interdentale è una tra le più subdole, perché si forma tra un dente e l’altro, senza farsi notare particolarmente. A causa dei residui di cibo, che fermentano tra i denti non lavati accuratamente, si forma una sostanza appiccicosa e di colore giallino, la placca, che invade e si aggrappa all’apparato dentale, tramite la proliferazione dei batteri nella bocca.

In base alla velocità di espansione della carie interdentale, è possibile essere di fronte ad una carie più o meno grave. Potrebbe trattarsi di una carie interdentale che ha intaccato solo lo smalto esterno dei denti aggrediti. Ma spesso, essendo un’infezione batterica che nasce sul collo del dente, nascosta anche dalla gengiva, potrebbe essere più facile, per la carie interdentale, insinuarsi già internamente al dente, invadendo dentina e il nucleo. Per evitare una carie interdentale profonda e pericolosa, è importante avere una buona capacità di osservazione del proprio cavo orale. Ma, soprattutto, avere l’accortezza di andare periodicamente dal proprio dentista, per verificare lo stato di salute della bocca.

La carie interdentale si può formare più facilmente nei molari e premolari, a causa della loro posizione più scomoda alla pulizia ma adatta alla proliferazione della placca e quindi dell’infezione batterica. Inoltre, dei denti troppo ravvicinati o in una posizione scomoda, fuori dalla sede normale, possono essere motivo della formazione di questa tipologia di carie.

Il dolore provocato da una carie interdentale, non è evidente da subito e per questo c’è il rischio di ritrovarsi con una patologia grave in corso, che ha compromesso in modo difficile il dente, ormai cariato. In base allo stadio di gravità della carie interdentale, sarà opportuno intervenire con l’otturazione dei denti, dopo aver eliminato i tessuti malati, oppure valutare una devitalizzazione o un’estrazione.

Cos’è la carie interdentale

Abbiamo visto che cos’è la carie interdentale, ovvero una tipologia di infezione batterica che si insinua tra le intersezioni dei denti, sulla base, a contatto con la gengiva. La placca ricopre entrambi i denti e crea terreno fertile per innescare la demineralizzazione da parte dei batteri presenti.  Come vedremo nel prossimo paragrafo, l’unico modo per contrastare la crescita di una carie interdentale, è una accurata igiene orale, che prevede, soprattutto di fronte a denti con una posizione anomala, un metodo rigoroso di pulitura dell’apparato dentale e della bocca.

Ma ora vediamo invece, quali sono i fattori principalmente scatenanti, che aiutano, purtroppo, alla proliferazione di una infezione cariosa interdentale:

  • scarsa igiene orale, fatta con poca attenzione;
  • assunzione eccessiva di zuccheri e cibi troppo acidi per i denti;
  • uso solo dello spazzolino e dentifricio, senza ausilio di strumenti di pulizia, come filo interdentale;
  • apparecchi ortodontici e malattie parodontali;
  • denti difficili da raggiungere per la pulizia;
  • dentatura fragile e compromessa;
  • posizione anomala dei denti;
  • denti  più delicati, come quelli da latte, decidui;
  • vecchie otturazioni.

La posizione nascosta nella quale la carie interdentale riesce a inserirsi, permette un’aggressione allo smalto dei denti al suo interno, effettuata in sordina, senza dare particolari sintomatologie che ne indicano la presenza. Capita di dover effettuare una radiografia specifica per poter riscontrare di avere in corso l’infezione causata dalla carie interdentale.

Come curare la carie fra i denti

Tra le cose importanti da fare, c’è quella di capire come curare la carie fra i denti. Partiamo dal presupposto che la miglior cura è la prevenzione, ottenuta grazie a un’ottima pulizia, eseguita in modo efficace e mirato.

Ma, in ogni caso, di fronte ad un carie interdentale in atto, ecco che è utile fare attenzione a quei sintomi che ci possono dimostrare l’effettiva infezione dentale. Come per esempio, la sensibilità ai denti durante i pasti o bevendo bevande fredde o calde, dolore e fastidio durante la masticazione, gengiviti e infiammazioni, mal di denti e macchie di qualche tipo sullo smalto. Questi sono tutti campanelli d’allarme che possono essere indice di una carie interdentale.

Di fronte alla patologia già in corso, non c’è poi tanto da fare se non andare dal dentista, capire il grado di profondità e di gravità della carie interdentale e procedere con la cura:

  • pulizia ed eliminazione del tessuto necrotico presente tra le insenature dei denti;
  • otturazione e possibile sigillatura dei denti, soprattutto se molari e premolari;
  • devitalizzazione del dente, parziale o totale, nel caso fosse necessaria;
  • estrazione del dente, ove e se possibile e necessario alla salute della bocca.

Presa in tempo, una carie interdentale, può fermarsi al primo stadio ed essere sistemata tramite una semplice otturazione. Che viene fatta con un materiale composito, adatto ad adeguarsi e posizionarsi nel foro, creato dalla pulizia della zona cariata. Mentre, la devitalizzazione del dente viene eseguita quando lo stadio di gravità della carie interdentale è diventato di grado 2 o 3. E, con la valutazione del dentista, si preferisce devitalizzare il nervo perché non senta più il dolore causato dalla carie, che ha ormai compromesso irrimediabilmente la salute dell’interno del dente. Nei casi più estremi, soprattutto per carie interdentali gravi, su molari e premolari, ecco che può essere eseguita l’estrazione del dente o dei pezzi che ne rimangono.

Per evitare di ammalare la propria bocca a causa di una carie interdentale, è bene invece, seguire semplici e continue accortezze, come usare spazzolino e dentifricio per l’igiene orale. Insieme all’ausilio di strumenti, in particolar modo del filo interdentale, adattissimo per evitare tipologie di carie come questa. Scovolini, collutorio e pulizia, almeno mattino e sera, sono tutti rimedi indispensabili per prevenire molte patologie della bocca e dei denti.

Migliorare le proprie abitudini alimentari, evitando zuccheri, dolci e alcool, è di certo un altro  aiuto massiccio per i propri denti e tutto l’apparato della bocca.

L’ulteriore consiglio che possiamo ancora ricordare, è di effettuare visite e controlli periodici dal dentista. Il quale ha la strumentazione adatta anche per scovare la carie interdentale più nascosta.


78765091_s.jpg?time=1664004982

La carie è una patologia dei denti molto diffusa, di seguito vedremo perché si forma e quali sono le diverse tipologie che intaccano il nostro apparato dentale.

A causa di una scarsa igiene orale o di una predisposizione personale, dettata da molteplici fatti, molte persone soffrono di carie ai denti. La formazione di batteri, sono la causa principale di questa malattia che attacca, per prima cosa, lo smalto superficiale, per poi progredire e insinuarsi verso l’interno del dente, per arrivare al suo nervo centrale. La carie può aggredire l’apparato dentale in diversi modi e, infatti, come vedremo in questo articolo, in base alla tipologia di carie che si sviluppa all’interno del cavo orale, l’infezione batterica si espande in modo veloce o lento, superficiale o profondo.

In ogni caso, la cosa importante da fare, è correre immediatamente ai ripari e andare dal proprio dentista di fiducia, per curare la carie ai denti.

La carie, purtroppo, ha una grande capacità di espansione, nonostante i tempi di evoluzione possano essere molto variabili. Ecco dove prolifera maggiormente e perché:

  • sullo smalto esterno dei denti, soprattutto se fragile e poco spesso (come quello dei denti da latte, nei bambini);
  • intaccando gli strati più interni, come dentina, polpa dentaria e nervo;
  • insinuandosi tra denti, infiltrandosi tra fessure, scheggiature o buchi già presenti;
  • dove stazionano placca e tartaro.

A prescindere dal perché si forma e dalle tipologie che si possono sviluppare in bocca, gli stadi di gravità di un carie vengono curati tramite semplici o più complesse otturazioni, o addirittura arrivando a devitalizzare il dente o estrarlo, nei casi in cui ci sia stato l’attacco al nervo centrale. In alcuni casi, può capitare che, una carie mai curata o in avanzato stadio di infezione batterica, abbia innescato un ascesso dentale, tale da dover mettere in atto anche cure farmacologiche adatte in contemporanea alle cure odontoiatriche.

Perché si forma

Abbiamo già accennato del motivo principale del perché si forma una carie, senza però specificare che la proliferazione di batteri, avviene a causa della presenza di placca e tartaro tra i denti. Se non si esegue una igiene dentale costante e corretta, è molto probabile che i denti  vengano intaccati da carie più o meno pericolose, che compromettono la salute della propria bocca.

La placca si forma e si appiccica letteralmente ai denti a causa dei batteri, che proliferano nel cavo orale, nutrendosi dei residui di cibo rimasti in bocca, soprattutto se sono zuccheri. Molto spesso, se non si pulisce come si deve l’apparato dentale, eliminando la placca presente, si forma uno strato di tartaro molto più resistente e difficile da rimuovere.

A volte, la formazione di carie in bocca è dovuta anche a problemi non riconducibili ad una igiene sbagliata. Bensì, la proliferazione di batteri può essere causata da patologie dell’apparato dentale o anche dell’apparato digestivo. La saliva e la lingua sono, inoltre, dei veicoli che contengono e trasportano sostanze, talvolta acide, che corrodono il cavo orale in modo irrimediabile. Tra i motivi per i quali si forma la carie, ecco che ci sono le seguenti cause:

  • flora intestinale compromessa;
  • reflusso gastrico;
  • disturbi di stomaco e intestino;
  • malattie gengivali;
  • fragilità dello smalto;
  • conformazione dei denti e loro posizione:
  • utilizzo di apparecchi ortodontici.

Risulta evidente che le carie riescono a proliferare ed espandersi nell’apparato dentale a causa di molti fattori. Quello che è necessario fare, per prevenire la formazione di questa patologia, a volte tanto fastidiosa, quanto pericolosa, è effettuare una costante igiene orale, almeno 3 volte al giorno, tramite l’uso di spazzolino, dentifricio e altri ausili adatti alla pulizia dentale. Il secondo step è prevedere visite periodiche di controllo e una pulizia dentale più approfondita, per eliminare il tartaro in eccesso.

Come vedremo di seguito, la carie può formarsi anche senza procurare dolore e può essere presente da molto tempo all’interno della nostra bocca, senza che ce ne accorgiamo. Per questo è necessario andare dal dentista per verificare lo stato di salute del proprio apparato dentale.

Tipi di carie

Come accennato in precedenza, i tipi di carie che si possono sviluppare in bocca, possono essere più o meno gravi e si differenziano in base al loro modo di svilupparsi tra i denti:

  • carie acuta, quando la velocità di espansione è piuttosto breve. In giro di qualche mese l’infezione batterica intacca una piccola zona del dente ma insinuandosi in profondità, in modo pericoloso;
  • carie cronica, quando il suo percorso infettivo si prolunga anche nel tempo, attaccando una grande zona del dente, rimanendo in superficie e rovinando soprattutto lo smalto e la dentina;
  • carie centrale, che si espande da dentro il dente verso fuori, causando una specie di ascesso della radice;
  • carie interdentale, causata spesso dalla troppa vicinanza di due denti. I quali vengono intaccati entrambi, partendo dalla parte più vicina alla gengiva, in una zona spesso nascosta;
  • carie recidiva o secondaria, entrambe si formano vicino a un’otturazione o si riformano dove c’era già stata la presenza di un’infezione;
  • carie secca, la quale ha fermato spontaneamente il suo processo infettivo, segnando spesso il dente con una piccola riga nera sullo smalto del dente.

La gravità della carie invece, dipende dal grado di profondità con la quale l’infezione riesce a raggiungere il nervo centrale del dente. La carie di tipo 1, è quella che corrode “solo” in superficie lo smalto del dente. Il grado successivo 2, determinata l’attacco della carie alla dentina mentre il grado 3, la profondità è massima, arrivando pertanto, fino al tessuto nervoso del dente aggredito.

Da qui, i peggioramenti possono essere tanti: dall’ascesso alla disgregazione totale del dente. In base al dente intaccato dalla carie, come per esempio un molare troppo compromesso, potrebbe essere bene eseguire l’estrazione del dente e non semplicemente un’otturazione. In base alla tipologia di carie formatasi, può essere necessario valutare di devitalizzare un dente totalmente o parzialmente. Ma questi processi così più impegnativi, possono essere evitati mantenendo una buona igiene orale e andando periodicamente dal proprio dentista di fiducia.






ORARI DELLO STUDIO:

Dal Lunedi al Venerdi: 9.00 – 19.00
Sabato: su appuntamento

Contattaci allo 045 / 986909


NUMERO PER URGENZE

CHIAMA

+39 045 98 69 09



LAVORA CON NOI

Invia il tuo CV

info@studiodonbosco.it



Informazioni generali

Centro Dentistico Don Bosco S.r.l.

PI 02799720236 | Nr. REA 284267 | Capitale Sociale: euro 10.000

DIRETTORE SANITARIO Dott. Cavallo Carlo Maria
AUTORIZZAZIONE 1504 DEL 31 MAGGIO 2021



Copyright by Centro dentistico Don Bosco | Privacy Policy

Centro dentistico Villafranca