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Cosa può succedere ai denti cariati non curati? Vediamone sintomi e cause per evitare patologie degenerative.

Avere denti cariati per lungo tempo è un sicuramente pericoloso. È possibile non accorgersi di avere una carie, in quanto ci sono delle tipologie di infezioni che si sviluppano in modo silente e asintomatico. Ancora, può succedere di non essere particolarmente attenti alla propria cura dentale e nemmeno ai segnali che denti e apparato gengivale ci danno. In questi casi si arriva, più tardi, al punto di soffrire in modo più intenso per dei denti cariati non curati, causando, a lungo andare, lo sviluppo o il peggioramento dello stato necrotico locale.

Per evitare la degenerazione della malattia in denti cariati non curati, ecco che è possibile imparare a stare attenti ai sintomi che riscontriamo in bocca. Ricordiamo che la carie dentale, è un’infezione che prolifera per mezzo dei batteri della placca. I quali intaccano lo smalto e poi l’interno del dente, ammalando la parte sana, fino a distruggerla completamente, nei casi più gravi.

I batteri agiscono in modi diversi sui denti cariati non curati, impiegandoci mesi oppure addirittura anni per infettare le pareti e il nucleo del dente. Infatti esistono molteplici tipologie di carie che, se non curate, possono diventare pericolose, non solo per l’estetica della nostra bocca ma anche per la funzionalità dell’apparato dentale. Tra le tipologie ricordiamo la carie:

  • acuta, si sviluppa in poco tempo e si espande a macchia d’olio all’interno del dente;
  • cronica, lenta ma precisa, intacca lo smalto e macchia il dente;
  • interdentale, si insinua nei bordi e negli spazi poco visibili;
  • centrale, parte da dentro verso l’esterno.

La causa di denti cariati non curati, può essere dovuta anche a una recidiva o una carie secondaria, nata dopo avere appena curato una prima carie sul dente.

Visto le diverse patologie di carie esistenti, risulta evidente che i denti cariati non curati possono diventare un serio pericolo per tutto l’apparato dentale. Oltretutto, in base alla capacità di accorgersi per tempo, il grado di gravità del dente cariato, è diverso.

I sintomi dei denti cariati non curati

È difficile, ma non impossibile, non accusare i sintomi dei denti cariati non curati. Effettivamente, come già precedentemente accennato, ci sono carie dentali che non si palesano così facilmente, ma sono invece subdole e aggrediscono gli strati dei denti in modo asintomatico. Lasciando anche strascichi dell’infezione poco visibili ad occhio nudo.

Ma, con una certa cura e attenzione, oltre che con una periodica visita dal dentista, ecco che i sintomi dei denti cariati e non curati, possono essere evidenziati in modo palese, anche per pazienti che non riscontrano particolari problemi:

  • ipersensibilità o dolore, anche saltuario, ai denti;
  • sensibilità dei denti a cibi o bevande troppo caldi o freddi;
  • sensazione fastidiosa al contatto con alimenti dolci;
  • gengive sanguinanti o infiammate;
  • macchie o segni evidenti sullo smalto dei denti;
  • presenza di placca e tartaro;
  • alito cattivo, nonostante una buona igiene orale.

In base alla capacità personale di ogni paziente di accorgersi dei sintomi di denti cariati non curati, è possibile riuscire ad intervenire in tempo e debellare l’infezione dentale senza particolari conseguenze.

La gravità di denti cariati non curati, dipende dal grado di infezione raggiunto, che può essere di prima, seconda o terza categoria. Partendo da una carie non curata superficiale, si può arrivare a una infezione che arriva in profondità, intaccando il nucleo e la radice del dente. Superata questa soglia, si può incappare in ascessi dentali e necrosi più pericolose e degenerative. Pertanto, avere cura della propria bocca e dei denti è necessario e conveniente per mantenere l’apparato dentale in salute.

L’igiene orale adeguata e visite periodiche dal dentista sono abitudini da mantenere inalterate nel tempo, insieme a una buona dose di autovalutazione. Tutto questo andrebbe ad evitare conseguenze peggiori, come quelle che andiamo a scoprire, leggendo il prossimo paragrafo.

Cosa provoca una carie dentale non curata

Ora vediamo cosa provoca una carie dentale non curata, a causa della superficialità nel non riconoscere i sintomi o per mancanza di abitudini preventive.

Tra i motivi principali di denti cariati non curati, mettiamo in evidenza:

  • scarso o mancato uso dello spazzolino e dentifricio in modo adeguato;
  • depositi di placca e tartaro;
  • abitudini alimentari sbagliate;
  • fragilità e struttura dei denti e dello smalto;
  • riduzione della saliva;
  • denti più fragili e predisposti ad essere aggrediti, come quelli decidui;
  • cambiamenti ormonali;
  • fumo e alcool.

A causa di questi fattori scatenanti, le ripercussioni che si hanno su tutta la bocca e l’apparato dentale possono essere molto gravi. Nei denti cariati non curati, la necrosi avanza e peggiora il suo stato di infiammazione. Generalmente la carie scende e si espande all’interno del dente, rischiando di aggredire la radice.

Non accorgersi dello stato di gravità di salute dell’apparato dentale e gengivale, può far rischiare la propagazione della carie ad altri denti, la distruzione totale del dente e della radice, con conseguente rischio di dover devitalizzare il dente. Senza contare la gravità in caso di ascesso dentale, cisti, gengiviti o piorrea.

Per evitare interventi troppo invasivi, come anche una semplice otturazione ai denti, è bene focalizzarsi sulle buone abitudini da mantenere nel tempo e da insegnare anche ai più piccoli: igiene orale con spazzolino, dentifricio, piccoli strumenti di pulizia e controlli periodici dal proprio dentista di fiducia.


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La carie cronica è una tipologia di infezione batterica dei denti che si evolve molto lentamente. Vediamo, in questo articolo, quando avviene e come prevenirla.

A seconda dello stato di salute del cavo orale e, soprattutto, della qualità dell’igiene dentale che si riesce a mantenere, è possibile evitare la formazione della carie. Ma, spesso, a causa di abitudini errate e da predisposizioni fisiche, ecco che c’è la possibilità che si insinuino tra i denti delle carie, chiamate croniche, a causa della loro modalità di espandersi.

La carie cronica, come le altre tipologie di carie, si forma a causa del proliferare dei batteri all’interno della bocca e tra i denti. Tramite i residui di zucchero del cibo, ecco che lo sviluppo della placca e, nel tempo, del tartaro, diventano terreno fertile per i batteri che, piano piano, aggrediscono lo smalto e iniziano l’invasione del dente, creando una carie cronica. Viene così chiamata, perché ha un processo di demineralizzazione molto lento e inesorabile, spesso silenzioso. Ci possono volere due o tre anni per accorgersi di una carie di questo tipo e, quando arriva quel momento, la carie cronica si è già insinuata all’interno del dente, verso la radice e il suo nervo.

La carie cronica agisce ad ampio raggio, dilaga sull’area del dente, smantellando lentamente i tessuti, rimanendo attiva grazie all’ambiente orale che la circonda. Il dente aggredito dalla carie cronica, viene man mano ricoperto da uno strato batterico che, se identificato in tempo, può essere curato nel miglior modo possibile, evitando gravi danni alla vitalità del dente.

Non sempre è facile individuare una carie cronica, nonostante possa essere riconoscibile in base al colore dell’infezione che si espande. Solitamente, questa patologia dentale si colora di giallo, bruno o nero, segnando il dente anche in modo piuttosto visibile. Ma l’incognita della carie cronica, è proprio la calma con la quale si evolve, cambiando l’aspetto dell’apparato dentale in modo talmente impercettibile nel tempo, che può essere sottovalutata alla personale supervisione durante la pulizia del proprio apparato dentale. Per questo motivo è bene recarsi dal proprio dentista di fiducia periodicamente, per avere la certezza di poter prevenire o curare in tempo una carie cronica o qualsiasi altra tipologia di infezione ci possa essere in atto tra i denti.

Quando una carie è cronica

Non è molto facile capire quando una carie è cronica, per questo, ora, ne vediamo le principali caratteristiche, per poter anticipare l’evolversi più pericoloso di questa infezione dentale. La definizione stessa della carie cronica, ne stabilisce la sua particolare capacità di propagarsi, in modo lento e continuo, sullo smalto e sulla dentina. Questa tipologia di carie, non è accompagnata con dolore, se non verso la fine del processo, quando ormai può essere tardi per salvare il nervo del dente.

Ecco in che modo è possibile accorgersi di soffrire di una carie cronica:

  • smalto del dente alterato, sotto il suo leggero strato presenta delle imperfezioni;
  • infezione presente con macchie giallognole, brune o nere;
  • placca e tartaro tra i denti, molto resistente e difficile da eliminare;
  • dolori tardivi, destati da una pulpite in corso.

Purtroppo, il dolore ai denti, per una carie cronica, è già sintomo di una infezione profonda in atto. Avviata ormai da anni e che si è evoluta verso il centro del dente in modo lento ma, purtroppo, efficace. Infatti, inizialmente, una carie cronica non desta particolari disturbi e non procura particolare sensibilità al dente intaccato.

Come abbiamo già detto, l’evoluzione della carie cronica ha una durata di ben 2-3 anni. Nei quali attacca tutti i tessuti del dente, rendendoli molli, infiammati e infetti, arrivando ad aggredire la polpa del dente e causando, in quel momento, la comparsa della pulpite.

A causa di questo processo così lento, la carie cronica può far degenerare la salute del dente provocando ascessi, l’esplosione della radice, infiammazioni gengivali, granulomi o altre patologie gravi, assolutamente da curare, se non prevenire.

Di fatto, una carie è cronica quando le si lascia tutto il tempo per ammalare l’apparato dentale, causando lo smantellamento del dente e di tutti i suoi tessuti. Presa in tempo, una carie di questo tipo, può essere assolutamente contenuta e curata tramite un’accurata otturazione. Con la quale si ripristina la naturale salute del dente, ripulendo la parte infetta e riempiendo il dente del materiale composito adatto a proteggerlo e ripristinarlo.

Come prevenirla

Scopriamo insieme come prevenire una carie cronica e soprattutto se è possibile farlo. Di certo, la prima soluzione per evitare la formazione di carie in bocca, è mantenere un’accurata igiene dentale e orale. E, per fare questo, non basta l’ausilio di spazzolino e dentifricio, bensì anche l’utilizzo di piccoli strumenti di pulizia adatti a migliorare la salute dentale.

Filo interdentalescovolino e colluttorio sono dei mezzi di supporto e aiuto per mantenere i denti puliti, soprattutto se la conformazione della bocca e della dentatura non è particolarmente favorevole a una pratica pulizia. Infatti, denti disallineati o l’uso di apparecchi ortodontici, possono essere dei veicoli maggiori di placca e favorire maggiormente la nascita di una carie cronica.

Anche una giusta valutazione sulle caratteristiche dei propri denti e soprattutto della struttura dello smalto, può essere una scelta efficace per prevenire una carie cronica. In quanto, spesso lo smalto dei denti è molto delicato, poco strutturato e bisognoso di nutrimento per rinforzarsi. L’utilizzo di dentifricio al fluoro o di prodotti specifici ad aumentare la protezione dei denti, è un metodo efficace per contrastare la formazione di una carie cronica.

La presenza di placca e gengive infiammate e sanguinanti, possono essere altresì un segnale di malessere anche di denti malati, aggrediti da una carie di questo tipo.

La carie cronica ha delle caratteristiche che la possono rendere innocua, se presa in tempo, o molto pericolosa, se riscontrata verso la fine del suo lungo percorso. Per prevenirla è necessario quindi andare periodicamente dal proprio dentista, che verifica con attenzione la situazione dentale e presterà le cure dovute, per eliminare la carie cronica tramite un’otturazione o, nei casi più gravi, una devitalizzazione o estrazione del dente.


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Parliamo di carie acuta: cos’è e come riconoscerla, in modo da curarla in tempo, prima che diventi troppo profonda e pericolosa per la salute di tutto l’apparato dentale.

La carie acuta si chiama in questo modo perché ha uno sviluppo abbastanza repentino e doloroso. Questa infezione batterica, si forma nel giro di pochi mesi e agisce espandendosi all’interno del dente e coprendone una vasta zona. In questo articolo parleremo meglio di come si manifesta questa tipologia di carie acuta e quali accortezze dobbiamo avere per riconoscere la sua presenza.

Ma ora, andiamo innanzitutto a spiegare perché si forma una carie acuta e cosa è possibile fare per evitare di soffrire di questa patologia.

Anche la carie acuta, come tutti gli altri tipi di carie, aggredisce lo smalto dei denti, demineralizzandolo, a causa della formazione della placca e dei sedimenti di tartaro. La placca si forma, principalmente, a causa di residui di cibo rimasti sui denti. Ma spesso i motivi scatenanti per l’arrivo di una carie acuta, possono essere di vario genere.

Vediamo insieme quali sono quindi le cause scatenanti, o concomitanti, che agiscono in favore di questa patologia dentale batterica:

  • scarsa igiene orale  e approssimativa, solo con spazzolino e dentifricio;
  • raro o nessun uso di strumenti di igiene, come  filo interdentale, scovolino o altro;
  • difficoltà di pulizia del cavo orale;
  • assunzione di cibi con troppi zuccheri;
  • utilizzo di apparecchi ortodontici;
  • denti delicati o rotti, decidui (da latte), con smalto poco spesso;
  • dentatura molto fitta, senza tanti spazi interdentali;
  • malattie parodontali o vecchie otturazioni, rovinate.

Come vedremo di seguito, la carie acuta è tale, perché raggiunge la sua gravità in poco tempo. I batteri agiscono inserendosi direttamente dall’interno, espandendosi parecchio e potendo causare ascessi, dolori forti ai denti e una degenerazione globale della zona infetta.

Cos’è la carie acuta

Abbiamo visto che la carie acuta è una patologia che attacca la dentatura, a causa del proliferare di batteri e la conseguente formazione di placca tra i denti. La carie acuta si sviluppa in poco tempo, solitamente nel giro di 6 mesi, e si espande nella parte interna del dente, insinuandosi da un piccolo foro, fatto sulla superficie dello smalto

Questa tipologia di carie, è acuta perché spesso dolorosa: intacca la dentina interna creando un tessuto molliccio che si allarga in profondità, verso la radice del dente. L’infezione batterica, cambia anche l’aspetto estetico della dentatura, rendendola a chiazze bianco gesso e cambiando colore anche alla dentina stessa, che diventa giallognola. La pericolosità di una carie come questa, è la velocità con la quale cresce al di sotto del dente e dando i primi segnali di presenza quando c’è già in atto uno stadio di gravità non trascurabile. Come per tutte, se si cura in tempo una carie acuta, non c’è il rischio di gravi compromissioni all’apparato dentale. Ma se non ci si accorge immediatamente della presenza di una carie avuta, ecco quali sono gli stadi di valutazione con i quali si ha un parametro di gravità di un’infezione di questo tipo:

  • gravità di grado 1, quando si intacca la superficie del dente, ovvero lo smalto;
  • gravità di grado 2, quando si ammala la dentina (cosa che, una carie acuta, fa in tempi molto brevi);
  • gravità di grado 3, quando l’infezione scende al nervo del dente.

Se l’espansione del tessuto infetto è abbastanza circoscritta, può essere facile curare la carie acuta tramite un’otturazione. La quale prevede prima l’eliminazione della parte malata poi l’applicazione del composito, a sigillare il tutto, ripristinando così le normali funzioni del dente, prima dolorante.

Nel caso invece ci sia un’infezione più profonda, ecco che potrebbe essere necessario lavorare sul nervo intaccato, devitalizzandolo. In questo modo viene meno la sensibilità del dente, che causava dolore durante la masticazione. Se il dentista lo ritiene necessario, nel momento in cui una carie acuta ha aggredito un molare o premolare, danneggiandolo irrimediabilmente, potrebbe essere consigliato togliere addirittura il dente stesso.

Ma ora andiamo a vedere in che modo è possibile riconoscere una carie, che si sviluppa in modo così repentino, coma quella acuta.

Come riconoscerla

Un modo per accorgersi in tempo di una carie acuta è sapere come riconoscerla. Una carie di questo tipo, abbiamo detto essere molto veloce e spesso dolorosa. E quando succede così, la gravità della carie è già abbastanza avanzata. Ma se si presta attenzione alla propria dentatura e se si eseguono visite periodiche dal dentista, è possibile salvaguardare la salute della propria bocca e agire in tempo per rimediare e riparare i danni, prima che sia troppo tardi.

Di fronte a una carie acuta, i denti si presentano, sotto lo smalto, con chiazze color bianco inteso o giallognolo. Pertanto, controllare l’aspetto estetico dei denti e le loro variazioni, permette veramente di capire se c’è in atto qualche infiammazione. Altro fattore determinante per riconoscere la comparsa della carie acuta è il dolore che propaga l’infezione attorno all’area circostante. Quindi, una spiccata ipersensibilità ai denti, può essere sintomo di carie acuta in fase di sviluppo. Anche zone dei denti piene di tartaro e placca sono segnale di un evidente problema della bocca, in quanto, una scarsa pulizia e igiene orale, possono essere l’innesco di un’infezione batterica all’interno di un dente.

Uno smalto fragile dei denti, potrebbe essere un terreno più facile per la proliferazione di una carie acuta. Quindi, utilizzare un dentifricio specifico, a base di fluoro, per rinforzare la struttura dei denti, può essere un grande metodo risolutivo e, soprattutto, preventivo.

Visite periodiche dal proprio dentista di fiducia, possono scongiurare la formazione della carie acuta. O comunque, sono un mezzo efficace per riconoscerle con certezza e curarle in tempo, evitando il peggioramento, in pochi mesi, di questa carie così intensa e pericolosa per la salute dei denti.

Ricordiamo che le carie acute possono essere oltremodo pericolose nei denti da latte decidui dei bambini. In quanto il loro smalto è ancora fragile e poco spesso. Pertanto è bene tenere sotto controllo l’igiene orale dei più piccoli e verificare lo stato di salute anche della loro bocca.


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La carie interdentale è una delle tante tipologie di carie che possono crearsi tra i denti, a causa della placca batterica. In questo articolo, vedremo nello specifico che cos’è e perché curarla.

Tra le patologie dei denti, la carie interdentale è una tra le più subdole, perché si forma tra un dente e l’altro, senza farsi notare particolarmente. A causa dei residui di cibo, che fermentano tra i denti non lavati accuratamente, si forma una sostanza appiccicosa e di colore giallino, la placca, che invade e si aggrappa all’apparato dentale, tramite la proliferazione dei batteri nella bocca.

In base alla velocità di espansione della carie interdentale, è possibile essere di fronte ad una carie più o meno grave. Potrebbe trattarsi di una carie interdentale che ha intaccato solo lo smalto esterno dei denti aggrediti. Ma spesso, essendo un’infezione batterica che nasce sul collo del dente, nascosta anche dalla gengiva, potrebbe essere più facile, per la carie interdentale, insinuarsi già internamente al dente, invadendo dentina e il nucleo. Per evitare una carie interdentale profonda e pericolosa, è importante avere una buona capacità di osservazione del proprio cavo orale. Ma, soprattutto, avere l’accortezza di andare periodicamente dal proprio dentista, per verificare lo stato di salute della bocca.

La carie interdentale si può formare più facilmente nei molari e premolari, a causa della loro posizione più scomoda alla pulizia ma adatta alla proliferazione della placca e quindi dell’infezione batterica. Inoltre, dei denti troppo ravvicinati o in una posizione scomoda, fuori dalla sede normale, possono essere motivo della formazione di questa tipologia di carie.

Il dolore provocato da una carie interdentale, non è evidente da subito e per questo c’è il rischio di ritrovarsi con una patologia grave in corso, che ha compromesso in modo difficile il dente, ormai cariato. In base allo stadio di gravità della carie interdentale, sarà opportuno intervenire con l’otturazione dei denti, dopo aver eliminato i tessuti malati, oppure valutare una devitalizzazione o un’estrazione.

Cos’è la carie interdentale

Abbiamo visto che cos’è la carie interdentale, ovvero una tipologia di infezione batterica che si insinua tra le intersezioni dei denti, sulla base, a contatto con la gengiva. La placca ricopre entrambi i denti e crea terreno fertile per innescare la demineralizzazione da parte dei batteri presenti.  Come vedremo nel prossimo paragrafo, l’unico modo per contrastare la crescita di una carie interdentale, è una accurata igiene orale, che prevede, soprattutto di fronte a denti con una posizione anomala, un metodo rigoroso di pulitura dell’apparato dentale e della bocca.

Ma ora vediamo invece, quali sono i fattori principalmente scatenanti, che aiutano, purtroppo, alla proliferazione di una infezione cariosa interdentale:

  • scarsa igiene orale, fatta con poca attenzione;
  • assunzione eccessiva di zuccheri e cibi troppo acidi per i denti;
  • uso solo dello spazzolino e dentifricio, senza ausilio di strumenti di pulizia, come filo interdentale;
  • apparecchi ortodontici e malattie parodontali;
  • denti difficili da raggiungere per la pulizia;
  • dentatura fragile e compromessa;
  • posizione anomala dei denti;
  • denti  più delicati, come quelli da latte, decidui;
  • vecchie otturazioni.

La posizione nascosta nella quale la carie interdentale riesce a inserirsi, permette un’aggressione allo smalto dei denti al suo interno, effettuata in sordina, senza dare particolari sintomatologie che ne indicano la presenza. Capita di dover effettuare una radiografia specifica per poter riscontrare di avere in corso l’infezione causata dalla carie interdentale.

Come curare la carie fra i denti

Tra le cose importanti da fare, c’è quella di capire come curare la carie fra i denti. Partiamo dal presupposto che la miglior cura è la prevenzione, ottenuta grazie a un’ottima pulizia, eseguita in modo efficace e mirato.

Ma, in ogni caso, di fronte ad un carie interdentale in atto, ecco che è utile fare attenzione a quei sintomi che ci possono dimostrare l’effettiva infezione dentale. Come per esempio, la sensibilità ai denti durante i pasti o bevendo bevande fredde o calde, dolore e fastidio durante la masticazione, gengiviti e infiammazioni, mal di denti e macchie di qualche tipo sullo smalto. Questi sono tutti campanelli d’allarme che possono essere indice di una carie interdentale.

Di fronte alla patologia già in corso, non c’è poi tanto da fare se non andare dal dentista, capire il grado di profondità e di gravità della carie interdentale e procedere con la cura:

  • pulizia ed eliminazione del tessuto necrotico presente tra le insenature dei denti;
  • otturazione e possibile sigillatura dei denti, soprattutto se molari e premolari;
  • devitalizzazione del dente, parziale o totale, nel caso fosse necessaria;
  • estrazione del dente, ove e se possibile e necessario alla salute della bocca.

Presa in tempo, una carie interdentale, può fermarsi al primo stadio ed essere sistemata tramite una semplice otturazione. Che viene fatta con un materiale composito, adatto ad adeguarsi e posizionarsi nel foro, creato dalla pulizia della zona cariata. Mentre, la devitalizzazione del dente viene eseguita quando lo stadio di gravità della carie interdentale è diventato di grado 2 o 3. E, con la valutazione del dentista, si preferisce devitalizzare il nervo perché non senta più il dolore causato dalla carie, che ha ormai compromesso irrimediabilmente la salute dell’interno del dente. Nei casi più estremi, soprattutto per carie interdentali gravi, su molari e premolari, ecco che può essere eseguita l’estrazione del dente o dei pezzi che ne rimangono.

Per evitare di ammalare la propria bocca a causa di una carie interdentale, è bene invece, seguire semplici e continue accortezze, come usare spazzolino e dentifricio per l’igiene orale. Insieme all’ausilio di strumenti, in particolar modo del filo interdentale, adattissimo per evitare tipologie di carie come questa. Scovolini, collutorio e pulizia, almeno mattino e sera, sono tutti rimedi indispensabili per prevenire molte patologie della bocca e dei denti.

Migliorare le proprie abitudini alimentari, evitando zuccheri, dolci e alcool, è di certo un altro  aiuto massiccio per i propri denti e tutto l’apparato della bocca.

L’ulteriore consiglio che possiamo ancora ricordare, è di effettuare visite e controlli periodici dal dentista. Il quale ha la strumentazione adatta anche per scovare la carie interdentale più nascosta.


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La carie è una patologia dei denti molto diffusa, di seguito vedremo perché si forma e quali sono le diverse tipologie che intaccano il nostro apparato dentale.

A causa di una scarsa igiene orale o di una predisposizione personale, dettata da molteplici fatti, molte persone soffrono di carie ai denti. La formazione di batteri, sono la causa principale di questa malattia che attacca, per prima cosa, lo smalto superficiale, per poi progredire e insinuarsi verso l’interno del dente, per arrivare al suo nervo centrale. La carie può aggredire l’apparato dentale in diversi modi e, infatti, come vedremo in questo articolo, in base alla tipologia di carie che si sviluppa all’interno del cavo orale, l’infezione batterica si espande in modo veloce o lento, superficiale o profondo.

In ogni caso, la cosa importante da fare, è correre immediatamente ai ripari e andare dal proprio dentista di fiducia, per curare la carie ai denti.

La carie, purtroppo, ha una grande capacità di espansione, nonostante i tempi di evoluzione possano essere molto variabili. Ecco dove prolifera maggiormente e perché:

  • sullo smalto esterno dei denti, soprattutto se fragile e poco spesso (come quello dei denti da latte, nei bambini);
  • intaccando gli strati più interni, come dentina, polpa dentaria e nervo;
  • insinuandosi tra denti, infiltrandosi tra fessure, scheggiature o buchi già presenti;
  • dove stazionano placca e tartaro.

A prescindere dal perché si forma e dalle tipologie che si possono sviluppare in bocca, gli stadi di gravità di un carie vengono curati tramite semplici o più complesse otturazioni, o addirittura arrivando a devitalizzare il dente o estrarlo, nei casi in cui ci sia stato l’attacco al nervo centrale. In alcuni casi, può capitare che, una carie mai curata o in avanzato stadio di infezione batterica, abbia innescato un ascesso dentale, tale da dover mettere in atto anche cure farmacologiche adatte in contemporanea alle cure odontoiatriche.

Perché si forma

Abbiamo già accennato del motivo principale del perché si forma una carie, senza però specificare che la proliferazione di batteri, avviene a causa della presenza di placca e tartaro tra i denti. Se non si esegue una igiene dentale costante e corretta, è molto probabile che i denti  vengano intaccati da carie più o meno pericolose, che compromettono la salute della propria bocca.

La placca si forma e si appiccica letteralmente ai denti a causa dei batteri, che proliferano nel cavo orale, nutrendosi dei residui di cibo rimasti in bocca, soprattutto se sono zuccheri. Molto spesso, se non si pulisce come si deve l’apparato dentale, eliminando la placca presente, si forma uno strato di tartaro molto più resistente e difficile da rimuovere.

A volte, la formazione di carie in bocca è dovuta anche a problemi non riconducibili ad una igiene sbagliata. Bensì, la proliferazione di batteri può essere causata da patologie dell’apparato dentale o anche dell’apparato digestivo. La saliva e la lingua sono, inoltre, dei veicoli che contengono e trasportano sostanze, talvolta acide, che corrodono il cavo orale in modo irrimediabile. Tra i motivi per i quali si forma la carie, ecco che ci sono le seguenti cause:

  • flora intestinale compromessa;
  • reflusso gastrico;
  • disturbi di stomaco e intestino;
  • malattie gengivali;
  • fragilità dello smalto;
  • conformazione dei denti e loro posizione:
  • utilizzo di apparecchi ortodontici.

Risulta evidente che le carie riescono a proliferare ed espandersi nell’apparato dentale a causa di molti fattori. Quello che è necessario fare, per prevenire la formazione di questa patologia, a volte tanto fastidiosa, quanto pericolosa, è effettuare una costante igiene orale, almeno 3 volte al giorno, tramite l’uso di spazzolino, dentifricio e altri ausili adatti alla pulizia dentale. Il secondo step è prevedere visite periodiche di controllo e una pulizia dentale più approfondita, per eliminare il tartaro in eccesso.

Come vedremo di seguito, la carie può formarsi anche senza procurare dolore e può essere presente da molto tempo all’interno della nostra bocca, senza che ce ne accorgiamo. Per questo è necessario andare dal dentista per verificare lo stato di salute del proprio apparato dentale.

Tipi di carie

Come accennato in precedenza, i tipi di carie che si possono sviluppare in bocca, possono essere più o meno gravi e si differenziano in base al loro modo di svilupparsi tra i denti:

  • carie acuta, quando la velocità di espansione è piuttosto breve. In giro di qualche mese l’infezione batterica intacca una piccola zona del dente ma insinuandosi in profondità, in modo pericoloso;
  • carie cronica, quando il suo percorso infettivo si prolunga anche nel tempo, attaccando una grande zona del dente, rimanendo in superficie e rovinando soprattutto lo smalto e la dentina;
  • carie centrale, che si espande da dentro il dente verso fuori, causando una specie di ascesso della radice;
  • carie interdentale, causata spesso dalla troppa vicinanza di due denti. I quali vengono intaccati entrambi, partendo dalla parte più vicina alla gengiva, in una zona spesso nascosta;
  • carie recidiva o secondaria, entrambe si formano vicino a un’otturazione o si riformano dove c’era già stata la presenza di un’infezione;
  • carie secca, la quale ha fermato spontaneamente il suo processo infettivo, segnando spesso il dente con una piccola riga nera sullo smalto del dente.

La gravità della carie invece, dipende dal grado di profondità con la quale l’infezione riesce a raggiungere il nervo centrale del dente. La carie di tipo 1, è quella che corrode “solo” in superficie lo smalto del dente. Il grado successivo 2, determinata l’attacco della carie alla dentina mentre il grado 3, la profondità è massima, arrivando pertanto, fino al tessuto nervoso del dente aggredito.

Da qui, i peggioramenti possono essere tanti: dall’ascesso alla disgregazione totale del dente. In base al dente intaccato dalla carie, come per esempio un molare troppo compromesso, potrebbe essere bene eseguire l’estrazione del dente e non semplicemente un’otturazione. In base alla tipologia di carie formatasi, può essere necessario valutare di devitalizzare un dente totalmente o parzialmente. Ma questi processi così più impegnativi, possono essere evitati mantenendo una buona igiene orale e andando periodicamente dal proprio dentista di fiducia.


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Parliamo del dolore all’impianto dentale: perché avviene e come intervenire. Partiamo dal presupposto che non c’è niente di strano a provare male dopo un intervento chirurgico. Nemmeno se si tratta di uno dei tanti interventi che si effettuano ai denti, tramite impianti di viti in titanio, a sostegno di denti artificiali. In base alla propria sensibilità e resistenza al dolore, è fattibile accusare dolore dopo essere stati sottoposti ad un impianto dentale, sia che sia stato effettuato nell’arcata superiore che in quella inferiore della bocca.

Ricordiamo che, per impianto dentale, intendiamo l’intervento chirurgico che prevede l’innesto endosseo di una perno artificiale in titanio che, fissato all’interno dell’osso, diventerà la vera e propria radice per un dente artificiale in ceramica. Esso viene fissato sulla vite, in sostituzione del dente malato o assente. Durante tutto il processo dell’impianto dentale, che può essere singolo o multiplo, ecco che si necessita anche di alcuni punti di sutura e di alcune fasi di assestamento che possono sensibilizzare la zona e causare dolore all’impianto dentale appena realizzato.

Pertanto, vediamo passo passo, quali sono le caratteristiche personali e le fasi dell’intervento che possono causare dolore all’impianto dentale:

  • apparato dentale e gengivale e sensibilizzato già in precedenza all’intervento;
  • dentatura e apparato osseo e gengivale molto sensibile;
  • masticazione e movimenti della bocca faticosi e che procurano fastidio;
  • medicinali presi scorrettamente o poco efficaci, alta sensibilità al dolore;
  • innesto della radice in titanio, eseguita tramite un piccolo trapano;
  • sutura realizzata sulla gengiva, a copertura dell’impianto;
  • applicazione del dente provvisorio;
  • fase di osteointegrazione, dove la radice artificiale si deve integrare con l’apparato della bocca;
  • processo finale, di inserimento della corona dentale definitiva.

Ognuna di queste cause, può provocare una maggiore percezione del dolore all’impianto dentale. Per evitare preoccupazioni e allarmismi eccessivi, ecco che i primi consigli che diamo sono di seguire le indicazioni dei nostri esperti dentisti e di evitare, inoltre, dei comportamenti errati, che potrebbero aumentare il dolore all’impianto dentale.

Di seguito infatti, approfondiremo l’argomento dolore impianto dentale, cercando di capire il perché avviene e in che modo poterlo contrastare ed eliminare.

Dolore dell’impianto dentale: perché avviene

È importante rassicurare i nostri pazienti specificando che il dolore dell’impianto dentale è un fattore del tutto naturale, ma sapere perché avviene, è un ulteriore passo per affrontare meglio questo fastidio, che potrebbe dissolversi così in minor tempo.

Una prima grande motivazione che stimola un dolore immediato all’impianto dentale, soprattutto a ridosso dei primi giorni dell’intervento, è la sensibilità personale della persona che si sottopone all’impianto dentale. Una salute precaria dell’apparato della bocca, precedente all’implantologia effettuata, può avere reso le gengive e l’osso molto più ricettivi agli stimoli esterni. Anche il modo soggettivo con il quale di accusa l’intensità del dolore, cambia la percezione del male che si può provare. In ogni caso, è doveroso avere pazienza e non agitarsi più del dovuto, assecondando le indicazioni ricevute dal proprio dentista.

Un altro motivo molto semplice per il quale è possibile avvertire il dolore all’impianto dentale, è il non rispettare le indicazioni date, come:

  • assunzione di medicinali;
  • cura e attenzione massima nel pulirsi i denti;
  • masticazione e cibi da assumere.

Se ci si dimentica di prendere i medicinali in precedenza all’intervento di impianto dentale, è quasi scontato poter sentire più male del previsto in seguito. Se non usiamo le giuste accortezze nell’evitare lo spazzolino nei primi giorni, e utilizzare, invece, un collutorio disinfettante apposito, se mangiamo cibi troppo caldi, troppo freddi e troppo solidi, potremmo mettere a rischio anche l’intervento stesso. Masticare con troppa forza e fare movimenti bruschi, sono entrambi motivo di dolore all’impianto dentale, che si innesca con facilità.

Il dolore dell’impianto dentale può essere persistente quando, durante le fasi di intervento, il dentista abbia dovuto insistere in modo più consistente nel fare la cavità per la vite o per avvitare e fissare il perno stesso. Questo ha reso la zona momentaneamente più sensibile del previsto.

Eventuali infezioni, invece, possono essere un grande e grave motivo di dolore all’impianto dentale. Se la causa è questa, il dolore persiste e aumenta col passare dei giorni. Quindi è naturale rendersi subito conto di questo eccezionale problema, che si può risolvere, come vedremo di seguito, seguendo le istruzioni del proprio dentista.

I rimedi per il dolore dopo impianto dentale

Come è facile comprendere che il dolore dell’impianto dentale è normale, è altrettanto importante sapere che esistono tantissimi rimedi per il dolore, dopo l’impianto dentale.

Ancora prima della pratica dell’impianto dentale stesso, ecco che il dentista comunica tutte le istruzioni da mettere in pratica prima, durante e dopo l’intervento. Questo, proprio per salvaguardare ogni fase messa in atto successivamente e per garantire il minor dolore possibile all’impianto dentale:

  • lista di farmaci e antibiotici da prendere, anche in fase preparatoria, per completare la terapia adatta a sostenere tutta la fase dell’intervento chirurgico;
  • indicazioni pratiche per evitare sanguinamenti e gonfiore, come l’uso del ghiaccio alternato durante la giornata;
  • consigli sulla dieta alimentare liquida, almeno nei primi 10 giorni dall’intervento;
  • masticazione lenta e attenzione e riposare il più possibile la zona operata;
  • uso del collutorio specifico e uso dello spazzolino, nei primi giorni, solo se strettamente consigliato.

Non rispettare anche una sola di queste indicazioni, può voler dire mettere a repentaglio lo stato di salute dell’apparato delle bocca, che è in una fase di tensione, visto l’impianto dentale subìto da poco. E, ogni cosa non fatta o fatta male, potrebbe innescare un maggior dolore all’impianto dentale stesso.

Un rimedio sicuramente efficace, è anche quello di aumentare la propria consapevolezza e fare una buona valutazione sul tipo di dolore all’impianto dentale che possiamo sentire. In questo modo è più facile gestire ansie e dubbi che potrebbero mettere in crisi la propria tranquillità.

L’impianto dentale è realizzato tramite delle viti artificiali in titanio, uno dei materiali più compatibili con l’apparato dentale. Per questo, è difficile che avvengano casi di rifiuto da parte dell’organismo e, inoltre, iniziando la profilassi antibiotica nel modo indicato, si contengono a priori eventuali infezioni dovute a batteri.

Ricordiamo inoltre che le nuove tecniche messe in campo per l’implantologia dentale sono eseguite in modo quasi del tutto atraumatico, proprio per evitare complicazioni. L’ultimo grande rimedio, di fronte al dolore dell’impianto dentale che persiste, è quello di contattare il tuo dentista di fiducia, il quale potrà rassicurarti con una soluzione.


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L’impianto dentale a carico immediato è uno dei metodi più all’avanguardia per riavere in pochi giorni uno splendido sorriso. In questo articolo parleremo dell’intervento e dei benefici che si ottengono grazie a questa tecnica, ormai assodata presso il nostro studio dentistico.

L’impianto dentale a carico immediato è un intervento chirurgico con il quale si innesta nell’osso gengivale, superiore o inferiore, una vite artificiale che funge da radice per il successivo dente in ceramica, il quale verrà applicato entro le 72 ore dall’impianto stesso.

Il vantaggio di un intervento di questo tipo è la velocità con la quale è possibile ottenere il risultato, per garantire il ripristino funzionale dell’apparato dentale e il recupero dell’aspetto estetico che, per una bocca senza uno o più denti, soprattutto sulle zone incisive, può essere veramente un problema.

L’implantologia dentale a carico immediato è destina e consigliata a persone che hanno uno dei seguenti problemi:

  • edentulismo naturale o causato da un trauma di qualche tipo;
  • necessità di estrarre un dente cariato o malato;
  • recessione gengivale che compromette l’assetto dei denti;
  • sostegno per ponti, protesi o overdenture.

Come vedremo nei prossimi paragrafi, l’impianto dentale a carico immediato è una tecnica praticamente uguale a quella tradizionale. Ciò che cambia sono alcuni passaggi che accorciano i tempi del risultato.

Spesso poi una tecnica simile, viene incrociata durante la fase di osteointegrazione di un classico impianto dentale, per disporre dei denti provvisori, prima di inserire e fissare quelli definitivi, dopo qualche mese.

Cos’è l’impianto dentale a carico immediato

Innanzitutto, prima di approfondire che cos’è l’impianto dentale a carico immediato, è importante specificare che non tutti i pazienti hanno una situazione di salute dentale tale da consentire un intervento chirurgico di questo tipo.

Infatti è doveroso e sostanziale per il paziente essere accolto presso lo studio per fare tutte le diagnosi del caso e stabile un piano di cure dentali adatto e personalizzato in base alle sue esigenze e alle peculiarità del caso clinico da risolvere.

Vediamo quali sono le condizioni ottimali per le quali è possibile effettuare un impianto dentale a carico immediato:

  • avere un’ottima pulizia e igiene orale;
  • avere una struttura ossea gengivale da permettere gli innesti;
  • eventuali problemi dentali, come recessioni gengivali, facilmente risolvibili;
  • verificare altri fattori che condizionano l’apparato dentale, come malocclusione, bruxismo;
  • non avere malattie parodontali o patologie gravi;
  • evitare fumo e alcool.

Stabilito questo, ecco che un impianto dentale a carico immediato permette, anche al paziente più timoroso, di poter sostenere meno interventi chirurgici che possono sembrare invasivi, soprattutto se si è condizionati da paura e difficoltà.

Scelta la procedura personalizzata, come per esempio anestesia locale, sedazione cosciente e medicinali da prendere, ecco che le fasi pratiche dell’intervento chirurgico di implantologia dentale a carico immediato, si sviluppa in questo modo:

  • si pratica un foro all’interno dell’osso gengivale mascellare o mandibolare, nel quale si innesta letteralmente una radice artificiale in titanio, fatta come una vite;
  • si fissa saldamente e permanentemente il perno all’osso, nel caso del carico immediato, senza nessun tipo di sutura;
  • in base alla situazione dentale del paziente, si stabilisce se praticare nell’immediato l’inserimento della capsula in ceramica che funge da dente.

Questo passaggio può essere fatto anche in maniera provvisoria, mettendo dei denti momentanei (soprattutto se si tratta di denti incisivi) durante la fase di osteointegrazione. Questa processo è una transizione tra l’innesto della vite e l’applicazione del dente definitivo, che dura dai 3 ai 4 mesi. Permette di far cicatrizzare e di fare adeguare l’osso gengivale e la radice in titanio tra di loro.

Per ottenere un perfetto impianto dentale a carico immediato, durante le varie fasi dell’intervento, verranno eseguite anche delle scansioni all’apparato dentale con le migliori tecnologie a disposizione, per poter ottenere dei denti artificiali tali e quali a quelli veri, adatti in misura, colore e caratteristiche naturali.

Benefici dell’intervento del carico immediato

I primi benefici dell’intervento del carico immediato sono evidenti fin da subito. In quanto nel giro di 72 ore, il paziente si ritrova con la sua nuova dentatura. Quando, fino a qualche giorno prima, era senza uno o più denti, che gli precludevano le normali funzionalità della bocca e anche, probabilmente, una vita sociale normale.

Inoltre, questo tipo di intervento dentale è sempre più preso in considerazione, anche dalle persone afflitte dal terrore di andare dal dentista. Le quali si rendono conto di poter ottenere così tanto in così poco tempo, e riconoscono l’efficacia e la sicurezza dell’intervento dentale a carico immediato. I pazienti si sentono spinti, con sollievo, ad accettare l’intervento chirurgico di implantologia dentale dei carichi immediati, inoltre rasserenati dalla possibilità di avvalersi di una anestesia locale e di una sedazione cosciente, che garantisce loro di essere vigili durante l’impianto ma anche di essere totalmente tranquillizzati dall’effetto anestetizzante che si ottiene.

Se non ci sono particolari problemi di struttura ossea, dentale e gengivale questo impianto dei carichi immediati è assolutamente favorito. Altresì è letteralmente una soluzione sia di fronte a casi di edentulismo grave e presente da tempo, sia in caso di traumi facciali che hanno causato la perdita di alcuni denti.

Ogni intervento, atto a ripristinare la situazione ottimale della bocca e dell’apparato dentale, garantisce il normale funzionamento della masticazione, fino a prima compromessa, permette a mandibola e mascella di ritrovare la loro posizione ottimale rispetto ai denti, ora nuovamente in sede.

Un aspetto altrettanto fondamentale è quello estetico. In caso di grave edentulismo, il viso di una persona cambia, il sorriso viene nascosto, emotivamente si soffre un disagio, i momenti spontanei e felici di convivialità, diventano invece difficili.

Ritrovare quindi sé stessi grazie ad un intervento di impianto dentale a carico immediato, è assolutamente possibile e risolutivo. Qualsiasi situazione funzionale ed estetica, può essere risolta nel migliore dei modi. E l’intervento di implantologia dentale è dinamico e versatile perché, in condizioni ottimali, può essere eseguito come base di varie scelte curative: sostituire uno o più denti, fissare una corona, una protesi o una overdenture.


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In questo articolo parleremo della capsula dentale: scopriremo cos’è, ne conosceremo i materiali e come viene eseguito il trattamento.

La capsula dentale, conosciuta anche con il nome di corona dentale, è una protesi che serve a rivestire completamente il dente originale del paziente, senza il bisogno di eseguire un’estrazione. Questo manufatto viene realizzato in laboratorio da un odontotecnico. Il quale, studiando l’anatomia della bocca e dei denti del paziente, riesce a realizzare fedelmente l’estetica esteriore del dente e riprodurla in modo artificiale, tramite la capsula dentale. La corona dentale diventa un coperchio ermetico che chiude completamente il dente sottostante e ne protegge le sue parti.

Questa tipologia di terapia odontoiatrica, è un metodo assodato e usato da molto tempo per sopperire a soluzioni troppo estreme, o non strettamente necessarie, su determinati appartati dentali. La soluzione protesica della capsula dentale, viene proposta ed eseguita solitamente di fronte a una di queste situazioni di salute:

  • denti compromessi da fratture irreparabili o da carie, curate, di grandi dimensioni, che hanno compromesso l’estetica dei denti stessi;
  • proteggere dei denti troppo sensibili e delicati;
  • per evitare estrazioni, non strettamente necessarie, ed evitare un forzato edentulismo dei denti naturali;
  • salvaguardare denti devitalizzati o ricostruiti con otturazioni molto evidenti;
  • coprire dei denti cresciuti in sede ma storti, o di dimensioni ridotte rispetto al resto della dentatura;
  • per ripristinare le normali funzioni masticatorie, compromesse da denti mancanti, e sistemati tramite un intervento chirurgico di impianto dentale personalizzato.

Lo scopo principale della capsula dentale è proteggere il dente sottostante da attacchi esterni, per poter prolungare la sua vitalità, senza dover agire sul nervo, evitando pertanto, estrazioni del dente stesso.

Per poter inserire la capsula dentale, il dente originale o la cavità con impianto artificiale, vengono sistemati in modo da poter permettere la cementazione della corona dentale nella posizione corretta. Come già detto, la capsula dentale farà da cappuccio protettivo sulla dentatura difettosa, evitando di esporla ad altri ipotetici traumi.

Capsula dentale cos’è

Dopo aver dato delle informazioni generali sulla corona e la sua applicazione, ecco che ora andiamo a scoprire nel dettaglio che cos’è la capsula dentale.

La capsula dentale è un guscio artificiale, che può essere realizzato con diverse tipologie di materiali e che ha l’aspetto estetico del vero dente del paziente. Proprio perché è come un coperchio, la capsula dentale è fatta in modo da chiudere completamente, su tutti i lati, il dente sottostante. La procedura della incapsulazione del dente, deve essere minuziosa e precisa, per evitare infiltrazioni al di sotto della capsula stessa. Come vedremo nei prossimi paragrafi, questo trattamento protesico va eseguito con molta attenzione, in modo che il finto dente, aggiunto tramite l’applicazione della capsula dentale, sia completamente integrato all’interno della bocca.

Se la corona dentale andrà a coprire un dente originale, quest’ultimo deve essere trattato e sistemato in modo che la capsula dentale possa essere inserita con facilità. Pertanto, il dente che verrà nascosto al di sotto della corona, viene limato dello strato in eccesso, rendendolo più stretto e piccolo, in modo da accogliere con estrema precisione e adattabilità la struttura dentale ricreata tramite la capsula.

Per poter ottenere una capsula dentale definitiva e perfetta da inserire nell’apparato dentale, c’è bisogno di prendere le impronte del moncone rimasto e della zona sulla quale c’è da intervenire. In base a questo, si procede con l’acquisizione delle impronte e alla realizzazione di un modello fatto in gesso. Nel frattempo, sopra il moncone, verrà installata una corona dentale provvisoria.

Questa fase intermedia, è il passaggio fondamentale per poter ottenere un dente artificiale fatto su misura, che si adatti perfettamente all’apparato dentale del paziente. La capsula dentale deve diventare parte integrante della naturale dentatura, permettendo il normale funzionamento dei denti, senza interferire su movimenti o masticazione.

Una corona o capsula dentale, viene altresì realizzata anche per l’applicazione di denti artificiali su impianti dentali, eseguiti in mancanza di denti o per cause di altro genere. Il concetto, in ogni caso, non cambia: la capsula dentale non è altro che un dente finto che va cementato sopra un moncone di dente originale, o avvitato, o innestato, sulle viti in titanio, impiantate durante gli interventi di implantologia.

Materiali e tipologie della capsula

Per realizzare la capsula dentale più adatta ai denti del paziente, è possibile valutare più materiali e tipologie, che si prestano a poter costruire una corona artificiale, talmente perfetta, da sembrare vera. Per mezzo di materiali sempre migliori e grazie a soluzioni innovative, l’estetica che si ottiene grazie a una capsula dentale, è veramente soddisfacente.

Ecco quali sono le diverse tipologie di materiali utilizzate per realizzare una capsula dentale:

  • in porcellana, realizzando in realtà, una corona dentale esterna con la ceramica. La quale riproduce fedelmente lo smalto e la forma del dente da coprire. La struttura interna della capsula dentale, invece, è realizzata in una lega metallica, Questa è compatibile con l’apparato dentale, e funge da anima del dente artificiale, con la quale ci si aggrappa al moncone del dente rimasto;
  • materiali metal-free, senza quindi l’aggiunta di metalli di alcun tipo. Come per esempio la ceramica integrale, un biomateriale come la zirconia o il disilicato di litio. Tutte soluzioni che danno un effetto molto naturale al dente artificiale;
  • protesi provvisorie tramite la resina o metallo e composito. Quest’ultimo è lo stesso materiale utilizzato per le otturazioni ed insieme al metallo, garantisce una durata più lunga per i denti momentanei, in attesa di essere sostituiti definitivamente con la capsula dentale più idonea.

Per la realizzazione ottimale della capsula dentale, si controlla e compara la gradazione del dente con la pasta da modellare del manufatto da creare. Lo si fa durante la rilevazione delle impronte, in modo che tutti i denti siano amalgamati ed equilibrati tra loro, non solo da un punto di vista di forma ma anche di colore.

Trattamento e cura

Trattamento e cura della capsula dentale sono pressoché semplici, ma prevedono degli step ben precisi per ottenere e mantenere un risultato duraturo nel tempo.

Come abbiamo più volte accennato, la capsula dentale, viene realizzata su misura e in base agli stampi eseguiti sulla zona da trattare. Per tale motivo, la corona dentale è eseguita in modo talmente preciso che i suoi margini di strofinamento verso gli altri denti e la gengiva, devono essere munizioni e calcolati al millimetro. In questo modo è possibile effettuare una cementazione a regola d’arte, isolando e sigillando lo spazio sottostante alla capsula dentale.

Il trattamento odontoiatrico in questione, deve garantire l’assoluta esclusione di infiltrazione di cibo e contaminazione batterica del dente protetto dalla capsula dentale. Ma per garantire un risultato ottimale nel tempo, la cura principale per prevenire disturbi, è mantenere una igiene orale accurata.

Per quanto la capsula dentale possa essere ben sigillata sulla gengiva, i batteri della placca, sono talmente microscopici che possono insinuarsi comunque nella struttura della capsula dentale stessa. Pertanto si raccomanda l’uso dello spazzolino, del filo interdentale e dello scovolino per preservare al meglio la protesi installata tra la dentatura.


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Se non sapete cosa sono gli impianti dentali all on six, ecco che, in questo articolo, scopriremo di cosa si tratta.

Gli impianti dentali all on six, sono degli interventi chirurgici che vengono proposti come soluzione ad uno dei seguenti problemi alla dentatura del cliente:

  • edentulismo pressoché totale;
  • rifiuto della dentiera mobile;
  • problemi di masticazione e poca sensibilità del palato.

Grazie agli impianti dentali all on six, è possibile operare in poche sedute, massimizzare i tempi e ottenere un risultato più che soddisfacente. In quanto, per mezzo di questa tipologia di intervento dentale, vengono effettuati degli impianti che sono di numero inferiore rispetto ai denti da sostituire.

Ma con il vantaggio di poter fissare, in questo caso con 6 impianti complessivi, anche una dentatura completa, indistintamente, sia sull’arcata superiore che inferiore. Tramite questa soluzione, è possibile evitare di dover impiantare ogni singolo dente mancante, cosa oltretutto onerosa e più difficile da gestire anche da parte del paziente.

Questa tipologia di intervento, chiamata all on six, non è poi tanto diversa dai classici impianti dentali che vengono praticati con regolarità all’interno del nostro studio professionale. Lo scopo principale, per noi, è sempre lo stesso: ovvero quello di ridare un sorriso smagliante ai nostri pazienti, che, per molteplici cause, non potevano più sorridere come prima.

In questo articolo vedremo come, a tutti gli effetti, gli impianti dentali all on six, sono una vera tecnica di implantologia di grande innovazione. I quali permettono di sostituire senza alcun rimorso, la vecchia dentiera realizzata solitamente con il palato in composito. Inoltre, questo tipo di intervento chirurgico, basato sulla costruzione di 6 impianti dentali, sui quali poggeranno fino a 12-14 denti artificiali, è adatto anche a persone che non hanno una gran struttura ossea.

Infatti, durante l’intervento di impianti dentali all on six, è possibile inoltre, praticare una ricostruzione dell’osso, se necessaria, o effettuare il rialzo del seno mascellare.

Qualsiasi sia il motivo per il quale il nostro paziente decide di affidarsi ad un impianto dentale all on six, può stare certo che, prima di tutto, verrà effettuata un’analisi completa del suo stato di salute. Inoltre, la valutazione e la messa in pratica dell’intervento all on six, verrà personalizzata e stabilita in base alle esigenze, accordate tra i nostri dentisti e la persona stessa.

Cosa sono gli impianti dentali all on six

Vediamo nel dettaglio cosa sono gli impianti dentali all on six. Tramite le migliori tecniche acquisite, il nostro studio dentistico, può offrire letteralmente una nuova dentatura al proprio paziente. La quale si integra perfettamente all’interno della sua bocca, senza far notare nessuna differenza o dare quell’aspetto estetico artificiale, che spesso può accadere invece, con dentiere poco veritiere.

Come abbiamo detto, questa tipologia di impianto dentale, viene chiamata all on six, perché basa la sua struttura sull’appoggio di 6 perni in totale, che verranno innestati nella parte laterale dell’ossatura dell’arcata superiore o inferiore. Saranno proprio questi 6 impianti inseriti, a dare sostegno a tutta la protesi dentaria, costruita perfettamente sulla sagoma gengivale del paziente.

In qualche modo, il sistema degli impianti dentali all on six, può essere associato al meccanismo realizzato per i ponti dentali. I quali, tramite il sostegno di un singolo dente, tengono fissi all’apparato gengivale, altri denti vicini. Questo si applica ai sei perni fissati tramite gli impianti dentali all on six, che creano, in pratica, l’ancoraggio per il resto dei denti, fissati tramite una serie di ponti uniti tra loro, che riproducono una dentatura completa, fino ad un massimo di 14 denti.

In base alle personali esigenze del paziente e dopo una attenta verifica della fattibilità da parte dei dentisti, questo tipo di intervento chirurgico, può essere effettuato anche tramite l’impianto dentale all on six con la tecnica dei carichi immediati.

Ma, la normale fattibilità di questo intervento chirurgico, prevede l’innesto dei sei perni e poi, in fase di osteointegrazione, una dentatura provvisoria. Questa permette al paziente di poter avere dei denti mentre l’osso della bocca e i perni innestati, possano familiarizzare tra loro e integrarsi con calma. Questo periodo dura circa 3 mesi, se si effettuano gli impianti dentali all on six sull’arcata inferiore. Per l’arcata superiore i tempi di attesa si allungano fino a 6 mesi.

Come avviene l’intervento di implantologia all on six

È arrivato il momento di vedere, nella pratica, come avviene l’intervento di implantologia all on six. Innanzitutto vogliamo rassicurare le persone più timorose, che non hanno dimestichezza con i dentisti ma che sentono il bisogno di trovare una soluzione definitiva per la loro bocca e il loro denti.

Tra i vantaggi che comportano gli interventi di impianto dentale all on six, ecco che vogliamo stilare una breve ma cospicua lista, che ne riassume gli aspetti principali:

  • questo intervento chirurgico è garantiti a vita;
  • disponiamo di sale operatorie sterilizzate e fornite degli strumenti necessari;
  • ci si avvale di anestesia locale e di sedazione cosciente. La quale permette al paziente di tranquillizzarsi e vivere l’intervento in modo vigile e rilassato;
  • unico intervento chirurgico per sei impianti dentali innestati. Per evitare troppi momenti di stress per persone poco affini a queste pratiche;
  • assistenza personalizzata, dalla prima fase di analisi al post operatorio, fino alla completa guarigione, controlli periodici.

Pertanto, dopo queste premesse, andiamo a scoprire come si effettuano gli impianti dentali all on six. In seguito allo studio della situazione personale del paziente, tramite esami, radiografie e verifica dello stato di salute dell’apparato dentale e gengivale, si procede con l’intervento in sé.

L’impianto dentale all on six, prevede l’impianto endosseo dei sei perni, che fungeranno da viti per sostenere i futuri denti artificiali e tutta la protesi dentale. Si fora l’osso, creando una cavità abbastanza grande per accogliere la vite in titanio, che diventa la radice fissa del dente.

Con il metodo tradizionale, gli impianti dentali all on six verranno suturati, chiudendo la gengiva al di sopra, e lasciati guarire per i mesi necessari ( 3 o 6, in base all’arcata nella quale viene effettuato l’intervento). Durante questa fase di assestamento, chiamata osteointegrazione, verrà fissata una protesi provvisoria, in attesa di quella definitiva.

Questi mesi di attesa, permettono inoltre, di poter verificare la forma della futura dentatura, tramite delle tecniche di scansione della bocca minuziose e precise. Tutto questo per poter ottenere successivamente, un risultato talmente perfetto da essere scambiato con la dentatura originaria.


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È importante conoscere cos’è la carie dei denti da latte decidui e capire come comportarsi, per mantenere in salute la bocca del tuo bambino.

In questo articolo scopriremo come è possibile agire nel migliore dei modi per prevenire le carie nei denti da latte decidui. Ma è necessario capire inoltre in che modo si forma e perché, in questo modo avremo a disposizione le soluzioni pratiche per salvaguardare i più piccoli da questa fastidiosa patologia dentale.

Infatti, anche i denti da latte decidui dei bambini in età pediatrica, vengono attaccati e aggrediti dalle carie. Questa patologia, non fa differenze di età, ma cerca solo il posto adeguato, fra i denti, dove poter proliferare grazie ai suoi batteri, che trovano terreno fertile per nutrirsi. Infatti, le carie dei denti da latte decidui, si formano tramite la placca che si installa nei denti poco puliti o puliti male.

Le carie dei denti da latte decidui sono molto più frequenti di quel che si pensa. Perché spesso, un bambino, senza l’ausilio dei genitori, non è in grado di lavarsi come si deve l’apparato dentale. Anche il genitore può trovare difficoltà nel spazzolare bene i denti da latte decidui, non riuscendo a togliere la patina giallastra appiccicosa che si attacca allo smalto dei denti. La placca è la casa dei batteri, che si formano a causa di resti di cibo, soprattutto zuccheri, installati tra i denti. Se non si riesce ad eliminare ogni residuo alimentare incastrato tra i denti e anche la placca stessa, essa aumenterà piano piano e andrà ad intaccare tutto il dentino da latte deciduo.

Purtroppo, la carie dei denti da latte decidui, può essere molto più pericolosa, perché, in poco tempo, può andare infiltrarsi e arrivare al nucleo del dente deciduo, che ha uno smalto molto più fragile rispetto a un dente definitivo.

Non è detto che la carie denti da latte decidui faccia male, ma è necessario monitorare e tenere sotto controllo la bocca del proprio bambino per poterla curare in tempo. Curare un dente da latte dalla carie, oltre ad evitare un successivo dolore al piccolo, permette di mantenere sano il futuro posto, dove crescerà il dente definitivo.

Nel caso in cui il tuo bambino abbia una carie che ha aggredito un dente da latte deciduo, le soluzioni pratiche possono essere le seguenti:

  • praticare una otturazione tradizionale;
  • eseguire delle sedute di ozonoterapia, che seccano la carie evitando vada in profondità;
  • effettuare una sigillatura preventiva.

Di seguito, vedremo perché si forma e in che modo prevenire la carie nei denti da latte decidui.

Perché si forma

Il motivo per il quale si forma la placca, che può portare all’esplosione di una carie nei denti da latte decidui dei bambini, è essenzialmente uno: la scarsa igiene orale. Con questo non si vuole sottintendere che non ci sia l’impegno, anche da parte dei bambini stessi, di fare del loro meglio per pulirsi bene i denti da latte decidui.

Ma di certo ci sono le seguenti motivazioni che non garantiscono una buona riuscita nel contrastare l’arrivo delle carie nei denti da latte decidui:

  • età del bambino, incide notevolmente nella capacità di poter pulire i denti nel modo migliore e costantemente, almeno 3 volte al giorno;
  • sommaria e superficiale pulizia dei denti da latte decidui durante la giornata;
  • bocca piccola e difficoltà nel raggiungere i punti più nascosti;
  • abitudini alimentari che attirano la formazione della placca, come zuccheri e dolci;
  • mancanza di un dentifricio e spazzolino adatti per l’età;
  • mancanza di fluoro;
  • uso di ciuccio e biberon con dolcificanti;
  • cambio dei denti, che altera la flora della bocca;
  • problemi di digestione.

Ma è bene ricordare che lo smalto dei denti da latte, nei bambini, ha uno strato molto più leggero e fragile, facilmente attaccabile quindi da agenti esterni come i batteri della placca. Possono inoltre esserci delle predisposizioni di tipo familiare, che portano alcune tipologie di denti, con determinate caratteristiche, ad ammalarsi più facilmente di carie ai denti.

In tutto questo, ecco che la natura non fa mai le cose a caso e viene comunque in soccorso a queste situazioni, condizionate spesso da fattori esterni: la comodità dei bambini è che i loro dentini nascono molto staccati l’uno dall’altro. Questo proprio per evitare il più possibile l’annidarsi di carie tra i denti da latte decidui.

Prevenire la carie nei bambini

Per prevenire la carie nei bambini, la cosa indispensabile da fare è migliorare il più possibile

la pulizia dei denti. Utilizzando dentifricio e spazzolino, ed eventualmente altri ausili, come il filo interdentale, è possibile evitare la formazione della placca e il ristagno fra i denti, di cibo rimasto incastrato.

Fin da quando i bambini sono piccolissimi è bene creare una routine, dedicata all’igiene orale. Tramite dei primissimi spazzolini, da indossare sulle dita come ditali di gomma, è possibile strofinare con leggerezza, gengive e primi denti da latte decidui. Fino ai tre anni d’età, si può continuare con l’uso dello spazzolino con setole delicate, e farlo strofinare sui denti solo con acqua.

Il passaggio successivo, a partire dai 3 anni fino ai 6, ecco che le carie sui denti da latte decidui, possono essere contrastate grazie all’uso continuo dello spazzolino e di un dentifricio a base di fluoro. Dai 6 anni in su, quando, di norma, si cominciano a perdere i primi denti da latte, il bambino potrà essere in grado di lavarsi i denti da solo, utilizzando anche il dentifricio destinato anche agli adulti.

Il supporto dei genitori, in tutte queste fasi, è di primaria importanza. Non solo nell’aiuto pratico dell’igiene orale. Ma anche nella scelta di cibi che non siano terreno fertile per i batteri della placca. Inoltre può essere ulteriormente utile eliminare le cattive abitudini come ciucci e biberon sopra i 3 anni, soprattutto se riempiti di dolcificanti.

Un altro modo per prevenire la carie ai denti da latte decidui è scegliere di far praticare al tuo bambino la sigillatura dei denti. È un intervento di protezione consigliato soprattutto nel caso di troppe carie presenti in poco tempo nei denti da latte decidui. Anche altri casi, come molari erotti, smalto fragile, apparecchi ortodontici o difficoltà di vario genere nel pulire l’apparato dentale, potrebbero essere motivi validi per far eseguire questa protezione sui denti.






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