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Ecco come lavare i denti ai bambini per salvaguardare la salute orale fin da piccoli. Già durante la fase di dentizione è bene cominciare a far familiarizzare il bambino con semplici strumenti di detersione per gengive e cavo orale.

Tramite l’uso di garze e ditalini in silicone, è possibile massaggiare l’interno della bocca dei bambini per eliminare residui di latte dall’apparato gengivale. Questa azione, oltretutto, è confortevole per il bambino perché lenisce la zona, che è in fase di cambiamento per la preparazione dei denti da latte, che da lì a pochi mesi spunteranno, uno o a uno.

Mantenere una bocca pulita è un’esigenza sostanziale per evitare, soprattutto dopo l’eruzione dei dentini decidui, la formazione della carie, causata dalla stagnazione di placca e tartaro. Ma il momento dedicato all’igiene orale, non è detto sia facile, dato che ci sono bambini che tendono ad essere particolarmente restii di fronte alla funzione di spazzolamento dei denti.

Scopriamo passo passo come fare per lavare i denti ai bambini nel modo corretto e come abituarli al meglio a questa routine indispensabile per la loro salute.

Innanzitutto facciamo un po’ di chiarezza e vediamo quali sono gli strumenti adatti per lavare i denti ai bambini, in base all’età che hanno:

  • dai primi mesi di età fino all’anno, è consigliato di usare garzette o spazzolini in silicone, fatti come un ditale, per passare manualmente su tutto cavo orale, sciacquando con acqua;
  • man mano che spuntano i denti da latte, fino ai 3 anni, si può cominciare con uno spazzolino taglia kids, usato sempre e solo con acqua;
  • dai 3 ai 6 anni, si aggiunge il dentifricio a basso contenuto di fluoro;
  • dopo i 6 anni, si può passare ad uno spazzolino junior, con dentifricio normale.

Come vedremo nei prossimi paragrafi, ci sono altri strumenti da usare come ausili per la pulizia dentale. Ma per far abituare il bambino a lavare i denti con assiduità e costanza, è bene fare un passo alla volta, perché impari a meccanizzare le modalità corrette di detersione del cavo orale e stabilisca, insieme al genitore, una routine quotidiana di igiene corretta.

Lo scopo del lavare i denti è quello di togliere residui di cibo e prevenire le carie nei bambini, pericolose anche e soprattutto per i denti da latte, molto più delicati e facilmente aggredibili da sostanze zuccherine e batteri della placca.

Di seguito vediamo come si mettono in pratica le manovre corrette di pulizia dentale, usando gli strumenti di base che noi tutti conosciamo: spazzolino e dentifricio.

Spazzolino e dentifricio

Lo spazzolino e il dentifricio sono i primi ausili per la pulizia dei denti, che si cominciano a usare nei primi anni di vita del bambino.

Il primo passo per un’igiene corretta e sicura, è la scelta dello spazzolino corretto per i più piccoli. Utilizzare uno strumento con setole troppo dure o una forma troppo grande per la bocca piccina dei bambini, può essere veramente deleterio e pericoloso per due motivi: si potrebbero formare delle lesioni nel cavo orale, nelle gengive o nei denti, e il bambino potrebbe accusare dolore durante la pulizia e diventare insofferente per un’azione che dovrebbe invece compiere con serenità.

Stessa cosa per il dentifricio, che deve avere una formulazione adatta in base alla necessità dei denti: esistono paste adatte per denti sensibili o con la tendenza a formare della carie, ancora, ci sono dentifrici più adatti per quei ragazzini che usano l’apparecchio ortodontico.

Per lavare i denti ai bambini, oltre allo spazzolino e al dentifricio, si possono inserire man mano, altri dispositivi di pulizia come: filo interdentale, scovolini o forcelle. Con l’aiuto dei genitori, anche i bambini possono imparare a usare correttamente questi strumenti e mantenere pulita la loro bocca.

Scopriamo insieme come lavare i denti ai bambini in modo corretto ed efficace:

  • pulire i denti almeno tre volte al giorno;
  • spazzolare i denti a secco, per eliminare il più grosso dei batteri;
  • sciacquare con acqua o aggiungere il dentifricio, per eliminare la placca batterica;
  • eseguire movimenti rotatori, con delicatezza, passando dalla gengiva alla punta del dente;
  • pulire la dentatura sia esternamente che internamente all’arcata;
  • usare piccole forcelline o filo interdentale kids, per pulire le intersezioni dei dentini;
  • far trascorrere un paio di minuti prima di smettere di lavare i denti.

Tra i consigli da ricordare, è bene non chiudere lo spazzolino in astucci o cappucci, perché non permettono alle setole di asciugarsi all’aria e fanno proliferare i batteri. Per lo stesso motivo, cambiare lo spazzolino ogni due mesi o appena ci si accorge che le setole sono rovinate.

Lavare i denti giocando

Dopo tutta la fase teorica, è bene mettere in pratica ciò che è stato detto, ma con certi bambini è più difficile che con altri. Un modo potrebbe essere quello di lavare i denti giocando.

Oltre a stabilire delle brevi e semplici regole, come quella di pulire i denti tre volte al giorno, usando gli strumenti elencati sopra, è possibile incentivare la collaborazione con i bambini, facendoli divertire durante l’igiene dentale.

Per lavare i denti dei bambini giocando, possiamo iniziare con l’andare insieme a comprare lo spazzolino più colorato e bello che si sia mai visto. Magari quello che ha anche il bottoncino con la luce intermittente che, oltre a segnalare il tempo da impiegare per spazzolare i denti, diventa un aspetto divertente per il bambino, che si guarda allo specchio con lo spazzolino luminoso in bocca. Anche la scelta di uno spazzolino elettrico può essere la soluzione ideale per lavare i denti giocando, prediligendo quello con carica a fino e non a batteria.

Può funzionare allo stesso modo anche la scelta del dentifricio, facendo selezionare al bambino la confezione e il gusto che più preferisce, tra le mille versioni che si possono trovare in commercio.

Per continuare a far lavare i denti al bambino in modo divertente, può essere utile in alcune occasioni, fare vedere qualche video simpatico di bambini che si lavano i denti come lui.

E per concludere, dare spazio anche al bambino nella vera e propria igiene orale: stabilire che prima saranno mamma o papà a passare tutto il cavo orale, poi sarà lui autonomamente a spazzolare i suoi denti.


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Se soffri di gengive infiammate e non sai cosa fare, in questo articolo scopriremo meglio sintomi e cure. Capiremo, inoltre, anche le cause di questo fastidioso disturbo.

L’infiammazione alle gengive è un fatto frequente che va ben definito per capirne l’origine, evitando che possa sfociare, a lungo andare, in una infezione del cavo orale più grave.

Ricordiamo che non sempre le gengive infiammate derivano da problemi strettamente collegati all’apparato dentale. Infatti, ci sono alcune malattie virali o infezioni da candida, che si sviluppano anche nel cavo orale, soprattutto da bambini.

Ma, quando le gengive infiammate sono causate da motivi legati alla (scarsa) cura della nostra bocca, ecco che i sintomi sono ben riconoscibili ed evidenti. In questi casi è necessario intervenire per tempo evitando che la semplice infiammazione gengivale sfoci in una patologia o malattia orale ben più grave e pericolosa, come le gengiviti o le parodontiti.

Le gengive infiammate possono essere un vero e proprio segnale di gengivite in corso. Sebbene possa essere solo agli inizi e, per alcuni pazienti, non risulta particolarmente fastidiosa, segnali come il sanguinamento o dolore localizzato, sono indicatori di qualcosa che non va.

L’origine di gengive infiammate, e di una successiva gengivite, è causata dalla formazione di batteri che intaccano il cavo orale. Non solo i denti, le gengive o addirittura l’osso, ma anche impianti dentaliprotesi o ricostruzioni nell’apparato orale possono essere soggetti a infiammazioni e far rischiare infezioni orali. Come nel caso in cui una gengivite non venga curata tempestivamente, compromettendo anche i tessuti più profondi, intaccando la zona parodontale.

Sintomi

Prima di verificare i sintomi di un’infiammazione alle gengive, è bene fare presente quali possono essere le cause scatenanti.

Come accennato in precedenza, ci possono essere diversi motivi che stressano l’apparato orale, portando, di conseguenza, a gengive infiammate. Noi ci occuperemo ovviamente di quelle cause collegate alla salute dentale, gengivale e parodontale.

Il principale motivo che causa infiammazione alle gengive è la scarsa pulizia e igiene orale. O, comunque, la formazione di placca batterica che intacca anche i margini dei denti, alzando e indebolendo le gengive stesse.

Senza la dovuta cura per i propri denti e per l’apparato dentale, ecco che placca e tartaro si solidificano tra i denti e causano gengive infiammate, con il rischio di innescare un’infezione pericolosa non solo nei tessuti gengivali ma anche nella struttura ossea. In questo caso, da una gengivite, si può passare a una parodontite, molto più impegnativa da curare.

Ecco quali sono tutte le cause di un’infiammazione gengivale:

  • placca e tartaro;
  • scarsa igiene orale e dentale;
  • predisposizione genetica;
  • carie non curate;
  • abitudini alimentari errate, fumo e tabacco;
  • cambiamenti ormonali e uso di farmaci;
  • malattie che interferiscono con la salute della bocca;
  • presenza di impianti dentali, ponti o protesi dentarie.

Molte delle cause elencate possono essere la miccia che innesca l’infiammazione alle gengive, come la mancata pulizia dei denti. Altre sono, invece, un motivo correlato che potrebbe facilitare l’infiammazione gengivale, come la presenza di un impianto dentale, che va curato e mantenuto sano non solo per solidificare la riuscita dell’intervento stesso, ma per evitare, appunto, gengive infiammate o rischiose malattie parodontali.

In ogni caso, qualsiasi sia la motivazione di un’infiammazione alle gengive, ecco che i sintomi che ne segnalano il problema sono spesso gli stessi, ovvero:

  • sanguinamento, soprattutto durante lo spazzolamento dei denti;
  • dolore e gonfiore localizzato, sia interno che esterno;
  • gengive arrossate, molli e indolenzite;
  • difficoltà a masticare e addentare il cibo come il solito;
  • alito cattivo e fastidio all’interno del cavo orale;
  • denti doloranti o macchiati;
  • febbre senza apparente motivo.

Molto spesso, le gengive infiammate sono accompagnate da afte alla bocca e possono essere un ulteriore sintomo di ascessi dentali, serie gengiviti e pericolose parodontiti. In alcuni casi, potremmo essere di fronte a una persona con un’infiammazione orale senza che abbia sintomi significativi.

Nel prossimo paragrafo, vediamo come prenderci cura dei nostri denti e della nostra bocca, soprattutto se ammalata a causa di gengive infiammate.

Cure per la gengivite

Vediamo quali sono le cure per la gengivite, soprattutto dopo averne capito le cause e valutato i sintomi. La prima cosa da fare è assolutamente prendersi a cuore la propria bocca e pulire i denti con costanza. In seconda battuta, se non siamo stati abbastanza bravi da prevenirne la formazione, è necessario eliminare il primo dei fattori scatenanti la gengivite: la placca batterica.

Per impedire che placca e tartaro causino carie e gengive infiammate, l’igiene orale è la prima cosa sulla quale investire a casa ma anche dal dentista. Soprattutto se siamo già alle prese con gengive infiammate: l’igiene dentale professionale è una soluzione efficace nonché preventiva per questo disturbo così frequente.

A casa, è necessario lavare i denti dopo ogni pasto principale, utilizzando non solo spazzolino e dentifricio ma anche filo interdentalescovolini e colluttorio antibatterico e antisettico. Le modalità di pulizia dei denti, anche dal movimento stesso dello spazzolino, sono sostanziali per poter eliminare il 99% dei batteri della placca.

Nel caso di protesi dentarie, impianti dentali o interventi di ricostruzione ossea, la cura di tutta la zona parodontale è veramente indispensabile.

Evitare cibi e bevande zuccherate, fumo e tabacco, sono delle scelte da mettere in preventivo per salvaguardare la salute della bocca.

Se le gengive infiammate sono a uno stadio talmente avanzato da aver causato una vera e propria malattia gengivale, gengivite o addirittura parodontite, ecco che non ci si può sottrarre di andare dal proprio dentista. Allo stesso modo, anche i sintomi e le cure di una gengivite da stress o di una gengivite acuta vengono pressoché gestiti allo stesso modo.

Oltre all’igiene orale, vi consiglierà l’antibiotico adatto da assumere, per evitare ascessi dentali, e dovrà curare alla perfezione l’infezione in atto, perché non si espanda tra i tessuti gengivali e ossei.


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Se ti stai domandando quando iniziare a lavare i denti ai bambini, troverai risposta in questo articolo. L’igiene orale è una sana abitudine, da iniziare fin da piccoli e mantenere nel tempo, per salvaguardare la salute di tutto l’apparato dentale.

Da genitori di bambini piccoli, la prima cosa da fare è dare l’esempio, facendosi osservare quando si usano spazzolino e dentifricio mentre ci si lava i denti. Con i bambini si può iniziare fin da piccoli, anche già dopo i primi mesi di vita, a stimolare le loro gengive e abituarli a familiarizzare con strumenti adatti alla loro età.

Nonostante non ci siano ancora i denti da latte, anche ai bambini, poco più che neonati, è consigliato lavare i denti, iniziando soprattutto durante la fase di dentizione, che comincia ben prima dello spuntare dei denti da latte decidui.

In questo articolo spiegheremo, infatti, quando iniziare a lavare i denti ai bambini, come farlo e con quali primi ausili è bene cominciare.

Come lavare i denti ad un neonato

In questo paragrafo vedremo come lavare i denti a un neonato, ma spiegheremo, di seguito, anche i vari passaggi per pulire al meglio l’apparato dentale, in base alle fasi di crescita del bambino. L’igiene dentale è un po’ come il guardaroba del neonato stesso, cambia in fretta e cresce con lui, a seconda delle necessità.

Lavare i denti a un neonato presuppone, in realtà, il semplice massaggio delle gengive che diventa inoltre una manovra di sollievo, soprattutto dai 4 mesi in poi. Infatti, più o meno da quell’età, il bambino comincia a preparare l’apparato gengivale per accogliere i primi dentini, che spunteranno nei mesi successivi.

Lavare i denti ad un neonato, serve per farlo familiarizzare con le modalità di corretta igiene orale. Al contempo, fare il massaggio alle gengive, gli dona sollievo e calma la sua smania, causata dell’infiammazione gengivale per i denti da latte.

La pulizia ai denti del neonato, si esegue massaggiando con delicatezza le arcate dentali, sia quella inferiore che quella superiore. Lo si può fare direttamente con un dito, solitamente il mignolo, a patto di avere le mani ben pulite o di utilizzare, come vedremo di seguito, garze o spazzolini con il ditale.

Garze e spazzolini in silicone

Infatti sono proprio garze e spazzolini in silicone i primi delicati strumenti che consigliamo di usare per lavare i denti ai bambini o ai neonati, dopo i primi mesi di vita.

Fin da quando sono piccoli, creare le giuste abitudini di igiene orale, è una scelta intelligente e responsabile perché porta il bambino a rendersi più consapevole che lavarsi i denti è una regola da seguire per la propria salute.

Inizialmente con le garze avvolte in un dito della mano, poi anche con gli spazzolini con il ditale, fatti in silicone, è necessario scorrere sia sopra che sotto le arcate dentali del neonato o del bambino. Per detergere la bocca, non è necessario utilizzare nient’altro che non sia la normale acqua.

Con lo spuntare dei primi denti da latte nel bambino e fino all’anno di età, l’igiene orale con le garze o i ditalini in silicone può continuare, cercando di intensificare la pulizia durante l’arco della giornata. Per creare una routine favorevole, consigliamo di far provare, giocando, anche al bambino, facendogli utilizzare un piccolo spazzolino, sempre sotto la supervisione del genitore.

Crescendo, il bambino inizierà a lavare i denti usando uno spazzolino giusto alla sua età, con setole delicate, adatte al suo apparato dentale. Nei primi anni di vita è importante che ci sia sempre un adulto a compiere, insieme a lui, le azioni giuste per una corretta e continua igiene dentale. Questo è il primo grande mezzo per salvaguardare i denti dall’aggressione di placca e tartaro, scongiurando la formazione di carie e qualsiasi altro disturbo che potrebbe presentarsi se non si applicano i normali metodi di pulizia orale.

Ricordiamo che anche i denti da latte decidui, possono essere intaccati da placca, tartaro e carie. Devono perciò essere maggiormente protetti e curati, perché lascino il posto sano in bocca, per i denti definitivi.

Vediamo quando e come lavare i denti ai bambini, facendo un riassunto sulle diverse fasi di crescita, che determinano altresì la scelta degli strumenti di igiene orale da utilizzare:

  • garze, ditalini di gomma e acqua per bambini dai 4 mesi all’anno d’età;
  • fino ai 3 anni, utilizzare spazzolino kids e acqua;
  • dai 3 ai 6 anni, iniziare anche con dentifricio ma basso contenuto di fluoro;
  • dopo i 6 anni, utilizzare spazzolino junior e dentifricio normale.

Con il tempo e in base all’età, per la completa pulizia dei denti, si può usare il filo interdentale o degli scovolini di piccole dimensioni, per pulire le intersezioni più nascoste.

Come è evidente, il passaggio dall’uso delle garze all’utilizzo dello spazzolino, è pressoché veloce. Seguendo i nostri consigli, i genitori potranno fare un ottimo lavoro a casa, iniziando a lavare i denti ai bambini come descritto. Dopo la crescita di quasi tutti i denti da latte è bene però portare il bambino a fare la prima visita dentistica, in modo da controllare la situazione dei denti e la loro normale crescita.

Se hai dubbi su come pulire al meglio i denti del tuo bambino, contattaci e richiedi un appuntamento con i nostri pedodonzisti specializzati in odontoiatria pediatrica.


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In questo articolo vedremo quali sono le caratteristiche principali dell’apparecchio fisso: 

L’apparecchio fisso è un dispositivo ortodontico caratterizzato da bracket che vengono fissati direttamente sulla parete dei denti, e vengono collegati tra di loro tramite un filo metallico di diverse dimensioni, che viene allargato o stretto a seconda dell’azione correttiva che deve eseguire sull’arcata dentale. Il fisso viene usato sia negli adulti che nei bambini per sistemare uno o più dei seguenti problemi ai denti:

  • disallineamento;
  • malocclusione;
  • affollamento;
  • mancanza di denti;
  • morso incrociato o inverso;
  • disequilibrio cranio-facciale.

Inoltre, grazie al riassestamento della bocca e dei denti, l’utilizzo dell’apparecchio fisso, permette di riavere o di ottenere un rinnovato sorriso, migliorando anche la percezione che ha il paziente di sé stesso. Infatti l’aspetto estetico a volte è un motivo di grande spinta verso la decisione di portare, per un paio di anni, questo dispositivo.

Con l’installazione dell’apparecchio fisso, è possibile ottenere dei miglioramenti sostanziali, risolvendo inoltre disagi dentali di notevole importanza. Dopo attenta valutazione da parte del dentista, dello stato di salute della bocca e delle necessità riscontrate durante le visite in studio, l’apparecchio fisso viene costruito a seconda delle esigenze del paziente, per una durata di trattamento che può variare a seconda della tipologia di problema e in base alla risposta del paziente alla terapia ortodontica.

Per capire se è necessario usare l’apparecchio fisso ai denti, vengono eseguiti degli accertamenti:

  • studio della bocca, delle arcate dentali e della struttura ossea;
  • esami diagnostici, come la radiografia panoramica e la teleradiografia;
  • scansione della dentatura;
  • stampo in gesso, nel caso sia stato effettivamente deciso di procedere con l’installazione dell’apparecchio;
  • fotografie durante il trattamento, a testimonianza dei progressi ottenuti.

Di seguito scopriamo per bene le caratteristiche dell’apparecchio fisso e perché risulta utile utilizzarlo.

Cos’è l’apparecchio fisso in metallo

L’apparecchio fisso in metallo, abbiamo detto essere un dispositivo fissato direttamente sulla dentatura, fatto con bracket, o placchette, di acciaio. I fili in metallo, anch’essi in acciaio o nickel e titanio, vengono inseriti tra le placchette tramite dei gommini, per essere fissati e adattati per allineare e posizionare correttamente i denti. Il diametro dei fili in metallo varia a seconda dell’intensità e del lavoro che l’apparecchio fisso deve svolgere sulle arcate dentali del paziente. La potenza di questo metodo, come leggeremo nei vantaggi, è di poter esercitare un cambiamento lento ma continuo della posizione dei denti, grazie al restringimento e all’aumento di diametro dei fili metallici installati e fissati.

Le placchette dell’apparecchio fisso possono essere in acciaio ma anche in porcellana, se si preferisce avere un impatto estetico meno evidente. Da considerare comunque, che i bracket in un materiale diverso dall’acciaio sono sicuramente più fragili e delicati, anche a livello di manutenzione.

Nei prossimi paragrafi vedremo quali sono i vantaggi e gli svantaggi che si riscontrano nell’uso dell’apparecchio fisso,  che per certi aspetti possono essere soggettivi piuttosto che uguali per tutti.

I vantaggi

I vantaggi dell’apparecchio fisso sono i principali motivi che spingono le persone a affidarsi al dentista per riavere od ottenere un sorriso allineato e sistemare problemi dentali di qualsiasi gravità.

Non avrebbe senso altrimenti indossare un apparecchio fisso ai denti per mesi consecutivi o anni, senza ottenere risultati come:

  • denti allineati e raddrizzati;
  • contrastare definitivamente l’affollamento di denti;
  • ridare lo spazio a denti che non riescono a crescere;
  • migliorare o risolvere un’errata masticazione;
  • sistemare problemi di mandibola e mascella;
  • permettere la chiusura tra le due arcate dentali;
  • migliorare il bruxismo o problemi di respirazione;
  • eliminare disturbi correlati come mal di testa e altro.

Un altro vantaggio utile, rispetto all’apparecchio mobile, è quello di poter avere un’azione continuativa e costante, senza pause, da inizio a fine trattamento. Per questo motivo, la durata della terapia stessa può essere ridotta e sicuramente inferiore rispetto a quella da mantenere con l’uso dell’apparecchio per i denti mobile.

Scegliere l’apparecchio fisso per sistemare i denti è una soluzione vantaggiosa sia per adulti che per bambini. E quest’ultimi rispondono in modo ottimale e più veloce grazie all’ossatura e alla struttura dentale ancora giovane, che risponde in modo più immediato al trattamento ortodontico.

 


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Vediamo insieme in che modo alcuni fattori possono influenzare la durata delle faccette dentali, nonostante questa tipologia di protesi sia assolutamente efficace e sicura.

Partiamo dal presupposto che un trattamento estetico, come le faccette dentali, è eseguito da dentisti professionisti e non prevede azioni invasive né interventi tali da necessitare fasi di guarigione o altro, come invece succede per metodi di implantologia più impegnativi.

Inoltre, in generale, possiamo dire che la durata delle faccette dentali è pressoché continuativa nel tempo. Ma è bene identificare comunque quali possano essere i fattori che mettono a rischio la loro durata o la loro giusta manutenzione: i materiali usati, l’alimentazione, la cura e la pulizia, soprattutto professionale, sono gli aspetti di cui andremo a parlare in questo articolo.

La cosa più importante e necessaria per la durata delle faccette dentali, oltre ad un intervento di protesi eseguito a regola d’arte dal dentista, è la collaborazione e la cura del paziente per i suoi denti. Delle buone abitudini e l’accortezza verso la nuova dentatura, sono delle soluzioni che garantiscono la durata delle faccette dentali in modo più persistente nel tempo.

Andiamo pertanto a scoprire in che modo i fattori elencati possano essere più o meno significativi sulla corretta durata delle faccette dentali.

Materiali usati

materiali usati per realizzare le faccette dentali possono essere di diversa natura, ma hanno in comune una indiscussa qualità, soprattutto per il fatto che devono soggiornare all’interno dell’apparato dentale di un paziente per molto tempo. Inoltre, la durata delle faccette dentali è tale anche grazie a materiali che sono molto resistenti. Ma è bene fare attenzione alla loro normale fragilità che presentano: ceramica e porcellana sono le tipologie più usate per realizzare faccette dentali, che si amalgamano perfettamente, in base alla gradazione scelta, con i denti del paziente.

Come per i denti veri, anche le faccette dentali di porcellana o ceramica possono andare incontro a usura o rottura. Tutta la dentatura può soffrire di traumi e per questo motivo, può scheggiarsi, segnarsi o rompersi. Di fronte a traumi come urti, colpi o usi inappropriati dei denti, può capitare che anche la tenacia e la resistenza della faccetta dentale venga messa a dura prova.

Per questo è bene evitare di sottoporre a traumi esterni la propria bocca, in particolar modo quelli che possiamo tenere sotto controllo con molta facilità: non usare i denti per aprire bottiglie, cerniere o altro, non mangiare cibi troppo duri o romperli masticando con forza, evitare l’uso di oggetti contundenti per non creare abrasioni, non solo alle faccette dentali e ai denti bensì anche alle gengive, ecc.

Per realizzare la protesi con le faccette dentali, sia in ceramica che in porcellana, viene applicata una resina trasparente che incolla la parete artificiale della veneers (faccetta) al letto del dente originale. Il processo di cementazione, che viene utilizzato per fissare e mantenere le faccette dentali, è eseguito in modo attento e sicuro, utilizzando una lampada polimerizzatrice, in grado di cementare, insieme al materiale biocompatibile usato, la faccetta al dente, in modo definitivo ed efficace. Questa fase è indispensabile venga eseguita con assoluta competenza e correttezza, per aumentare di gran lunga la durata delle faccette dentali, a prescindere dal materiale.

Sembra chiaro che i materiali usati per la durata delle faccette dentali, sono influenti soprattutto in base alle pressioni esterne alle quali viene sottoposto.

Alimentazione

La durata delle faccette dentali può essere compromessa da un’alimentazione sbagliata, la quale interferisce non solo su protesi o impianti eseguiti, ma anche su un apparato dentale che non è stato sottoposto a nessun tipo di intervento.

Tra le informazioni che spesso il dentista condivide con i suoi pazienti, non si dimentica di allertare della pericolosità di alimenti troppo dolci o con zuccheri, o di bevande altrettanto dolciastre o colorate, che possono macchiare i denti. Infatti il problema collegato all’alimentazione, peggiorato da una cattiva igiene orale, è dettato non solo dal fatto che possono insorgere carie indesiderate, ma anche dal modificare l’aspetto estetico dell’apparato dentale.

Nonostante la faccetta venga applicata con una metodologia tale da non rischiare infiltrazioni, ricordiamoci che il dente ricoperto solo parzialmente, può essere aggredito comunque da una carie e compromettere così anche la durata delle faccette dentali. Per lo stesso motivo, macchie scure o variazioni nel colore, possono avvenire anche sulla protesi dentale, oltreché sui denti originali.

Di fatto, la causa non è dovuta alla faccetta dentale né alla modalità di applicazione, ma è dettata da un’alimentazione che può compromettere e modificare lo stato strutturale dell’intervento ortodontico eseguito. Per esempio alcool, troppi caffèfumo e cibi particolarmente corrosivi come il limone, possono essere degli alimenti che alterano il normale colore dei denti e delle faccette dentali.

Consideriamo inoltre che la variazione di colore tra i denti e le faccette dentali non è omogenea, in quanto l’assorbimento dei residui di cibo è naturalmente diverso.

Puntiamo sul fatto che è comunque difficile che la durata delle faccette dentali (e dei denti) venga messa a dura prova da un’alimentazione così sbagliata, ma esserne al corrente può essere utile per salvaguardare la propria bocca.

Cura e pulizia professionale

La cura e pulizia professionale, ma anche la doverosa e normale igiene orale in casa, sono dei fattori che possono condizionare la durata delle faccette dentali e di tutto l’apparato.

Avere, di prassi, delle buone abitudini di pulizia e cura dei denti, a prescindere dalla presenza di protesi o meno in bocca, è un segno distintivo e di salvaguardia verso la propria salute. Inoltre è un fattore a favore in fase di valutazione, prima di decidere se ci sono tutti i requisiti adatti per poter applicare le faccette dentali estetiche.

Per poter prendersi cura dei denti e delle faccette dentali, possono essere necessari i seguenti strumenti e ausili adatti all’igiene orale:

  • spazzolino e dentifricio;
  • filo interdentale;
  • scovolini;
  • colluttorio (ma non troppo).

La durata delle faccette dentali aumenta anche grazie alla giusta manualità e delicatezza nell’usare gli strumenti di pulizia adatti.

Effettuare la pulizia della dentatura, soprattutto in modo professionale, presso il tuo centro dentistico di fiducia, è un modo ulteriore per mantenere sani i denti e far durare maggiormente nel tempo le faccette dentali.

Consigliamo pertanto le visite dal dentista e la pulizia professionale ogni 6 mesi, in modo da poter prevenire anche l’insorgere di qualsiasi tipo di problema.


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Se hai necessità di scoprire tutto sull’apparecchio per i denti le tipologie e i vantaggi  questo è l’articolo giusto per avere queste informazioni.

L’apparecchio per i denti è un dispositivo ortodontico, che può essere fisso e mobile, e serve per sistemare problemi ai denti o alla morfologia della bocca, come per esempio del palato. Infatti, l’apparecchio viene consigliato e utilizzato in uno o più dei seguenti casi:

  • disallineamento della dentatura;
  • affollamento o mancanza di denti;
  • malocclusione, morso incrociato o inverso;
  • disequilibrio cranio-facciale;
  • palato troppo stretto;
  • posizioni viziose della bocca.

Fin dalla tenera età, è bene tenere sott’occhio la crescita dell’apparato dentale, perché già dall’età di circa 6 anni, è possibile intervenire su difetti presenti, sistemandoli definitivamente in tempi anche piuttosto brevi.

L’ausilio dell’apparecchio non deve essere visto con disagio o diffidenza, è bensì uno strumento che, oltre a curare la struttura della bocca e sistemare la posizione dei denti, permette di risolvere al contempo fastidi di altro tipo, che non sembra possano essere associati all’apparato dentale, ma che invece giovano dall’utilizzo dell’apparecchio, fisso o mobile che sia.

Ricordiamo infatti che la morfologia della bocca, del palato e la posizione dei denti, causano fastidi come una scorretta masticazione, il bruxismo o anche problemi di respirazione e fonazione. Senza dimenticare che soffrire di mal di testa, dolori cervicali e lombari, e avere disturbi otorinolaringoiatrici spesso è collegato alle disfunzioni del cavo orale e del suo apparato.

Per questo motivo ora andremo a scoprire quali sono le tipologie di apparecchio per i denti  più adatte, tra dispositivo fisso e mobile, e quali sono i vantaggi o meno nel portarlo per il periodo di cura necessario.

Tipologie

Come accennato poc’anzi, le tipologie di apparecchio per denti che possono essere consigliate dal dentista si dividono in: apparecchio mobile e apparecchio fisso. Entrambi sono dispositivi che vengono usati sia nei bambini ma anche di fronte a problemi dentali da risolvere negli adulti. In ogni caso, le variabili che condizionano la scelta rispetto a una  tipologia di apparecchio per i denti rispetto all’altra, sono l’età del paziente, le caratteristiche dell’apparato dentale e il tipo di problematica da risolvere.

L’apparecchio per denti mobile viene solitamente utilizzato in contesti più semplici da risolvere o in situazioni in cui si sa che la risposta alla cura è più immediata. In ogni caso non è una regola, e l’apparecchio mobile può essere messo anche per dei periodi di stallo o mantenimento del percorso ortodontico stabilito. Questi dispositivi sono realizzati da una base in resina e con degli inserti di filo metallico e viti che costeggiano le arcate dentali.

La tipologia di apparecchio per i denti mobile si adatta alla conformazione della bocca ed è molto pratico da indossare o togliere in autonomia. L’importanza nell’uso di questo dispositivo è il costante impegno da parte del paziente di indossarlo per la maggior parte del tempo, durante la giornata e la nottata, nel modo consigliato.

Di apparecchi per i denti mobili abbiamo quello:

  • meccanico, che raddrizza denti storti, disallineati o crea spazio dove necessario;
  • funzionale, che agisce anche sull’ossatura gengivale e in particolar modo su problemi di malocclusione, dovuta alla mandibola; 
  • di mantenimento, che serve per conservare i risultati ottenuti precedentemente.

Tra gli apparecchi mobili, negli ultimi anni è stata sviluppata la valida alternativa della mascherina trasparente, in grado di raddrizzare una posizione sbagliata dei denti in tempi brevi, senza dover ricorrere per forza ad apparecchi metallici.

La seconda tipologia di apparecchio per denti è quella fissa. Quest’ultima è realizzata con placchette, o bracket, che si attaccano direttamente alla superficie dei denti. Negli attacchi, viene inserito del filo metallico, che aumenta di diametro man mano che si procede, per una azione costante ed efficace durante tutto il periodo di trattamento. Questo apparecchio per i denti, al contrario del precedente, rimane fisso in bocca per tutto il tempo della terapia ortodontica.

Vantaggi

vantaggi che si ottengono grazie all’utilizzo dell’apparecchio per i denti, sono facilmente riconoscibili, in quanto lo scopo principale è porre rimedio a denti storti, sistemare delle malocclusioniallargare il palato, dare spazio a denti che non ne hanno o equilibrare una bocca con affollamento.

In pratica, tra i vantaggi riscontrati, oltre ad un miglioramento o a una risoluzione completa dal punto di vista funzionale, ecco che vengono risolti molti problemi estetici, nonché di salute non solo dell’apparato dentale stesso.

Tra le tipologie di apparecchio per denti che abbiamo visto, il vantaggio di quello mobile, è la sua comodità nell’uso. Infatti, durante momenti particolari come i pasti, le attività sportive e l’igiene dentale, questo dispositivo permette di portare a termine le normali funzioni senza impedimenti. In particolare, la pulizia ai denti rimane più efficace e meno complessa e dal punto di vista estetico, l’apparecchio mobile non crea molto disagio, in quanto rimane a vista solo il filo metallico. Nel caso delle mascherine trasparenti, il vantaggio è pressoché assoluto.

Per quanto riguarda invece l’apparecchio fisso, il miglior vantaggio è di certo l’efficacia correttiva maggiore rispetto a quello mobile: i ferri lavorano sui denti in ogni istante, in modo mirato e costante.

In generale, la terapia con un apparecchio fisso ha una durata inferiore rispetto a quella destinata all’apparecchio mobile ed è tendenzialmente più efficace anche di fronte a compromissioni dentali di un certo livello.

 


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Vediamo quanto togliere i denti da latte, nel caso in cui non ne vogliono sapere di lasciare spazio a quelli permanenti.

Non sono casi isolati, spesso capita di dover intervenire nell’apparato dentale di bambini o ragazzi che non hanno fisiologicamente perso i denti decidui da latte.

La caduta dei denti da latte è un processo naturale che inizia circa verso i 6 anni d’età del bambino, a volte prima, a volte dopo, a seconda delle caratteristiche personali di ognuno. Esiste inoltre il calendario della dentizione che indicata non solo la nascita dei nuovi denti da latte ma anche la loro caduta e lo scambio con i denti permanenti.

Già con la prima visita dal dentista, verso i 3-4 anni, è possibile capire la situazione dentale del bambino e avere indicazioni dallo specialista su come seguire e controllare la normale caduta dei denti da latte. Capita però che ci siano dei casi in cui è necessario togliere i denti da latte tramite un’estrazione chirurgica presso lo studio dentistico del pedodonzista.

Si sceglie di effettuare questo intervento quando il dente da latte non cade, sta temporeggiando troppo e non vuole saperne di lasciare il posto a quello pronto per prendere il suo posto. Si pratica l’estrazione per garantire al dente in attesa di non erompere nella posizione sbagliata, disallineato o affollando lo spazio che non gli compete.

La dentatura da latte è fondamentale come base per i denti permanenti ma non ne deve essere un impedimento. Pertanto, è bene evitare passi troppo tempo dal periodo in cui un dente da latte deve cadere, e agire con prontezza tramite l’estrazione del dente stesso.

Di fronte a qualsiasi dubbio del genitore, è bene effettuare un controllo per verificare che l’apparato dentale sia formato correttamente e abbia una dentizione decidua corretta, per sostenere e aiutare quella definitiva.

Per capire se è necessario togliere i denti da latte o meno, un’indicazione da tenere presente è verificare l’inizio effettivo della dentizione. In linea di massima, se il bambino inizia presto con il primo dentino, dovrebbe iniziare presto anche con la sua naturale caduta.
Tutto ovviamente calcolato in base ai tempi corretti e necessari per la formazione della dentatura.

Tramite il calendario della dentizione, è possibile avere delle precise indicazioni che dettano i tempi di eruzione dei denti, sia da latte che permanenti, e anche la caduta dei decidui.

Quando cadono i denti da latte?

Nonostante abbiamo una scaletta che ci permette di capire come funziona la dentizione, non esiste effettivamente una regola che definisce con precisione quando cadono i denti da latte. Vogliamo rassicurare anche i genitori più apprensivi, che giustamente si preoccupano della salute dell’apparato dentale dei figli: ogni bambino è unico e segue comunque un suo ritmo di crescita e sviluppo, anche per quanto riguarda i denti da latte.

Nel calendario della dentizione, si può vedere come il primo dente che spunta, è anche il primo ad andarsene in seguito, per far erompere il definitivo. Ma quello che andiamo a specificare di seguito è il momento in cui cadono, o dovrebbero cadere indicativamente, i denti da latte:

  • nel periodo dei 5 ai 7 anni, i primi dentini da latte che cadono sono gli incisivi inferiori e poi superiori;
  • dagli 8 ai 9 anni, è il momento dei primi molari decidui;
  • dai 9 agli 11, cadono i canini;
  • entro circa i 12 anni, cadono i secondi molari.

Se le tempistiche non rispecchiano, di massima, questi termini, è bene verificare con il proprio dentista pedodonzista di fiducia se è il caso di togliere i denti da latte tramite l’estrazione chirurgica, soprattutto se sotto c’è il dente permanente che spinge per uscire.

In generale, la caduta spontanea dei denti da latte non è dolorosa e non comporta problemi se non fastidio nel masticare o bere, indolenzimento della zona, compresa la gengiva. Spesso, se il dente da latte non cade e deve essere tolto chirurgicamente, al di sotto si potrebbe già trovare esposto il dente sostitutivo.

Per conoscere meglio il processo di dentizione e di caduta dei denti da latte, ecco altri fattori da tenere in considerazione, valutati in base all’esperienza maturata nel campo:

  • non ci sono tempi estremamente fiscali e la permuta dei denti è comunque soggettiva a ogni bambino;
  • chi tende ad anticipare o a ritardare il normale andamento della dentizione, va tenuto sotto controllo ma senza particolari preoccupazioni;
  • a pari età, pazienti femmine, rispetto ai maschi, hanno la tendenza ad anticipare i tempi della dentizione e del successivo cambio;
  • togliere i denti da latte tramite un intervento chirurgico, non è un fattore che determina per forza un problema che si ripete nel tempo con tutta la dentatura decidua;
  • eseguire per tempo delle visite di controllo  periodiche, a partire dai 3-4 anni d’età del bambino, è utile per conoscere la situazione dell’apparato dentale e prevenire eventuali anomalie della morfologia della bocca.

Nel calendario della dentizione è specificato anche come alcuni denti, che nascono come fossero da latte, in realtà non lo sono e non cadranno dopo essere spuntati. Vediamo insieme.

Quali sono i denti da latte che non cadono?

Quali sono i denti da latte che non cadono e che avrebbero bisogno di un intervento chirurgico per dare spazio al dente definitivo?

Elenchiamo di seguito i motivi per cui potrebbe essere necessario intervenire chirurgicamente per togliere i denti da latte che non cadono. Succede quando:

  • i permanenti non hanno il giusto spazio per uscire o stanno sbagliando il loro percorso di eruzione;
  • i decidui rimangono saldi al loro posto perché sotto la loro radice non è sceso un altro dente che sta spingendo per uscire;
  • mancano i denti sottostanti a quelli da latte (agenesia);
  • affollamento con denti extra sull’arcata dentale che ostacolano il tragitto e la traiettoria;
  • nel caso fosse presente una carie sul dente da latte che non vuole cadere.

In caso di agenesie, si evita di intervenire con un intervento chirurgico, bensì si lascia il dente da latte in posizione per mantenere il posto e lo spazio necessario.

Per ogni dubbio è bene appoggiarsi al proprio dentista di fiducia e ad uno studio esperto in pedodonzia.


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vantaggi delle faccette dentali sono numerosi ma principalmente permettono di:

  • ottenere denti più bianchi e lucidi;
  • perfezionare e omogeneizzare il colore della dentatura;
  • pareggiare la forma dei denti.

La tecnica innovativa dell’applicazione delle faccette dentali è utilizzata come soluzione migliorativa, indolore, pratica e veloce, per eliminare difetti visibili di denti e rendere la dentatura esteticamente più bella ed equilibrata.

Ma i vantaggi che si hanno con l’applicazione definitiva delle faccette dentali, non sono solo dal punto di vista estetico. Bensì, spesso si hanno delle agevolazioni e dei miglioramenti anche dal punto di vista funzionale. Si perfezionano problemi di masticazione o di chiusura delle arcate dentali, laddove i difetti sono piuttosto lievi e facilmente risolvibili.

In ogni caso, il miglioramento estetico è indiscutibile e con la sola controindicazione di dover limare, il necessario, lo smalto del dente da ricoprire. Sono evitabili le estrazioni di denti, per giunta sani ma che presentano lievi difetti come macchie, scheggiature o rotture.

Il nuovo sorriso del paziente e la personale soddisfazione, è sicuramente un aspetto da inserire nei vantaggi delle faccette dentali, perché agiscono sullo stato di benessere della persona. Inoltre, i tempi di attesa per avere un risultato sono veramente brevi. Nel giro di qualche settimana è possibile avere dei denti esteticamente perfetti, che rispecchiano però l’aspetto naturale della bocca.

Vediamo nel dettaglio quali sono i vantaggi riconducibili alle faccette dentali da un punto di vista prettamente esteriore, da garantire e mantenere inalterati i risultati. Anche con una continua e adeguata igiene orale, evitando il fumo e facendo visite periodiche dal proprio dentista.

Denti più bianchi

Desiderare dei denti più bianchi è una necessità di molte persone. Tramite l’applicazione delle faccette dentali, è possibile esaudire questa richiesta, rispettando comunque sempre l’aspetto naturale dell’apparato dentale di ognuno. Infatti la tonalità dei denti nei pazienti è molto diversa e spesso lontana dal colore brillante e chiaro che si vorrebbe avere.

Presso il nostro studio facciamo precise valutazioni per capire quale sia il colore migliore per ottenere denti più bianchi rispetto alla tonalità attuale dei denti. L’armonia del colore è la prerogativa da rispettare per ottenere un risultato ottimale e raggiungere l’obiettivo stabilito a monte. Le aspettative del risultato sul vantaggio delle faccette dentali di un colore più bianco del proprio, devono essere proporzionate e valutate sulla base della tonalità della dentatura delle arcate.

Ci sono denti che presentano un colore piuttosto grigiastro o giallognolo, ma spesso lo smalto viene peggiorato da:

  • carie non curate;
  • fumo e tabacco;
  • caffè o cibo che macchia;
  • scarsa igiene orale.

Di fronte a denti macchiati irreparabilmente da uno di questi casi, ecco che l’applicazione delle lamine dentali è un grande vantaggio. Si sceglie la tonalità migliore da applicare ai denti più visibili e si valuta l’armonicità con il resto della dentatura. Non ha importanza avere il colore più bianco sulla scala colore della ceramica dentale. Bensì scegliere il colore, anche leggermente più chiaro ma omogeneo, che farà la differenza sull’aspetto complessivo dell’arcata dentale.

Oltre al colore più bianco, si ottiene anche il vantaggio di poter proteggere un dente che si è devitalizzato e ingrigito a causa di un trauma esterno. Anche un dente scheggiato o rotto può essere ricoperto, evitando così l’estrazione o il rischio di una carie.

Con le faccette dentali, i vantaggi delle faccette dentali non sono solo legati alla tonalità più bianca, ma anche a una colorazione più perfetta. Vediamolo di seguito.

Perfezione del colore

Tra i vantaggi delle faccette dentali, anche la perfezione del colore è in prima posizione. Con la progettazione eseguita dal dentista con il paziente, si stabiliscono molti parametri e grazie a strumentazioni d’avanguardia, come software di ultima generazione, è possibile verificare il colore perfetto con il quale realizzare le faccette dentali.

Con il primo colloquio informativo, è possibile risalire alle esigenze del paziente e stabilire il risultato finale da poter delineare, stabilendo con perfezione la gradazione di colore delle faccette dentali da applicare. Si incrociano dati e richieste e si programma l’obiettivo sul tipo di dentatura che si può raggiungere, armonizzando il colore dei denti a tutta la bocca.

Grazie alla perfezione del colore, calcolata dal software del computer, è possibile ottenere il vantaggio di denti più bianchi, coprendo macchie, aloni, segni o denti macchiati da cibo, fumo o sostanze corrosive.

Ogni difetto dovuto da una colorazione poco piacevole da vedere su denti, può essere perfettamente camuffato dalla scelta di faccette dentali del colore ideale e omogeneo per tutta la bocca.

Allungamento dei denti

Un altro tra i vantaggi estetici delle faccette dentali è l’allungamento dei denti. Ovvero la possibilità di mettere alla pari la misura di tutta la dentatura, nei casi in cui i denti si presentino uno più corto dell’altro.

Denti troppo corti, piccoli, consumatidisallineati e con difetti vari di forma, vengono sistemati grazie all’applicazione delle faccette dentali. Scegliere di effettuare questo semplice intervento di allungamento dei denti, garantisce una dentatura perfetta e allineata in pochissimo tempo. In questo caso, le faccette dentali verranno progettate per ricoprire il dente corto e essere più lunghe e allineate con il dente più vicino.

In questo caso, la soluzione dell’allungamento tramite le faccette dentali, non è solo un vantaggio contro un disagio estetico da correggere. Ma anche  un rimedio funzionale, che migliora la chiusura dell’arcata dentale, la masticazione e la malocclusione.

Per ottenere un risultato soddisfacente è bene, come in ogni situazione, eseguire una valutazione della conformazione della bocca e lo studio dello spazio esistente per i denti da allungare con le faccette.

I vantaggi delle faccette dentali sono notevoli e facilmente applicabili, garantiscono un lavoro duraturo nel tempo, fatto con precisione e seguendo un iter ben preciso. Il sorriso che avresti è dietro, o meglio dire davanti, una faccetta dentale perfetta.


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In questo articolo parleremo del dentista per bambini, come scegliere, dove andare per trovare la persona ideale che riesca a instaurare un rapporto di fiducia con il proprio figlio, sin dal primo incontro.

Già dai 3 anni di età i bambini vanno portati dallo specialista per controllare la salute dei denti e della bocca. Oltre alla presenza di carie, il dentista è in grado di verificare lo stato di salute dell’apparato dentale anche da un punto di vista morfologico. In questo modo il dentista può definire fin da subito un piano d’azione e stabilire una routine per i successivi incontri.

Ma in che modo è possibile andare sul sicuro scegliendo il professionista più adatto per bambini già dal primo incontro? Non dobbiamo essere spaventati né prevenuti nella scelta del dentista per i nostro figli, ma non dobbiamo nemmeno agire con superficialità. In quanto, è consigliato che, già dal primo appuntamento con il dentista per bambini, il piccolo si senta al sicuro e non abbia paura né dell’ambiente né dello specialista che effettuerà la prima visita.

Sappiamo benissimo che non tutte le persone si sentono a proprio agio quando vanno dal dentista. Pertanto è bene comprendere anche l’ansia e l’agitazione dei bambini, soprattutto la prima volta, quando si trovano a dover affrontare qualcosa che non conoscono.

È bene scegliere il dentista per bambini cercando un professionista che sappia instaurare un rapporto di fiducia e di dialogo con il bambino ma, in primo luogo, anche con il genitore. Una buona comunicazione è alla base di tutto.

Si può benissimo scegliere il dentista di famiglia, se risulta essere uno specialista dei denti fin dall’età pediatrica, ovvero un pedodonzista. in ogni caso, se non ci sono particolari problemi, le prime visite sono degli effettivi controlli ma non sono particolarmente fastidiosi né invasivi.

Nel caso in cui non si sappia proprio che dentista per bambini scegliere, può essere utile confrontarsi con il pediatra dei propri figli. O chiedere ad altri genitori che hanno già portato dal dentista i loro bambini e possono dare la propria esperienza, anche se personale.

Quando si decide il dentista per bambini dal quale andare, è importante sapere anche quali domande fare e in che modo è bene preparare il piccolo, così da affrontare in tutta serenità la visita odontoiatrica e ortodontica.

Cosa chiedere al dentista per la prima visita

Cosa chiedere al dentista per la prima visita è un passaggio fondamentale e rassicurante per i genitori. In quanto potranno, a loro volta, trasmettere tranquillità ai loro bambini, ai quali verrà raccontato ciò che andranno a fare allo studio dentistico.

Quando arriva il momento di andare dal pedodonzista per bambini, ecco quali saranno le cose principali che verranno controllate:

  • stato di salute dei denti e delle gengive;
  • sviluppo complessivo della bocca e dei denti del bambino;
  • igiene orale e pulizia generale di tutto l’apparato;
  • presenza o meno di carie;
  • processo di dentizione, caduta denti da latte e nascita denti permanenti;
  • conformazione dell’apparato scheletrico;
  • difetti o problemi dentali da dover correggere.

In base alle condizioni di salute di denti e bocca, il dentista per bambini darà varie indicazioni su come procedere fino alla successiva visita. O, in caso contrario, dovrà intervenire con la terapia adeguata, in base al problema riscontrato.

Al dentista è importante chiedere ogni quanto va effettuata la visita di controllo ai denti del bambino: di prassi, ogni 6 mesi. Ma non è detto che sia una regola per chiunque, infatti spesso viene valutata in base allo stato di salute dei denti e della bocca. Può essere utile, inoltre, capire il tipo di approccio che il dentista per bambini ha verso i più piccoli.

Altra cosa sostanziale, è chiedere allo specialista in che modo interviene in caso di carie ai denti e quali sono le modalità di cura, in base alle età del bambino. Oltre alla più classica otturazione, si può chiedere al dentista, come metodo di prevenzione nei bambini più grandi, dai 6 agli 11 anni, se applica la sigillatura ai denti.

Un’altra domanda da porre al dentista, è relativa alle tipologie di strumenti e metodi usati per evitare il più possibile fastidio e dolore durante le sedute con i bambini.

Come preparare il bambino per la prima visita dal dentista

Ma ora vediamo invece come preparare il bambino per la prima visita dal dentista. Innanzitutto è bene ricordare che il primo controllo va fatta verso i 3 anni, ma se si dovesse ritardare l’appuntamento con lo specialista, probabilmente anche le modalità con le quali spiegare questa prima visita, possono essere diverse.

Comunque, anche ai più piccoli è bene informare e spiegare perché è così importante andare dal dentista dei bambini per far controllare i denti. Dire la verità è sempre un punto a favore e non è necessario né indorare la pillola né, al contrario, dare informazioni negative che possano spaventare i piccoli.

Al bambino può essere concesso di portare con sé un peluche portafortuna o un oggetto che lo rassicuri particolarmente. Consoliamolo se ha timore ma facciamogli capire che non ha niente di cui preoccuparsi, in quanto il dentista per bambini è proprio lì per lui, per vedere quanto sono curati e puliti i denti che si spazzola ogni giorno, con tanta cura.

Il dentista per bambini deve essere visto da loro come un alleato, pronto a mantenere sana la loro bocca. Inoltre, se non ci sono problemi di tipo ortodontico e i denti vengono curati come si deve, con buone abitudini di igiene dentale a casa, ecco che, dal dentista, non serve andarci troppo spesso, ma solo il giusto.


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Vediamo il metodo sicuro e affidabile su come si applicano le faccette dentali. È bene scegliere di effettuare questo semplice intervento con consapevolezza. Per questo, nel seguente articolo, spiegheremo come avviene la visita di controllo e l’effettiva applicazione delle faccette dentali, per ottenere il sorriso sempre desiderato.

Queste sottilissime lamine dentarie, in ceramica o porcellana, sono chiamate faccette dentali o veneers. Sono la pratica e non invasiva soluzione che permette di migliorare l’estetica di tutta la bocca, andando a ricoprire i denti che presentano difetti o imperfezioni.

Scopriamo subito quali sono tutte le fasi che caratterizzano questo intervento, anche quelle che precedono l’applicazione, perché sono molto importanti per l’esito perfetto della nuova dentatura:

  • con la prima visita di controllo, si verifica l’effettiva possibilità di effettuare l’applicazione delle faccette dentali. Si valuta la salute della bocca e dei denti, l’assenza di carie e di tutto ciò che può compromettere o non permettere la realizzazione dell’intervento;
  • confermata la possibilità per il paziente, ecco che è necessaria la progettazione;
  • si studiano tutte le caratteristiche della faccetta dentale tramite un processo computerizzato;
  • si eseguono le prove estetiche (mock-up), per verificare l’esattezza si colore, dimensione, ecc.;
  • fase preparatoria dei denti da coprire, limando lo smalto ed eventualmente la forma per permettere la perfetta adesione della faccetta dentale;
  • nuove impronte digitali al micron, per ulteriore riprova dell’esattezza sulla scelta delle lamine;
  • fissaggio delle faccette dentali permanenti tramite una precisa e millimetrica cementazione.

Nonostante l’applicazione delle faccette dentali sia un processo veramente veloce, indolore e che prevede l’esecuzione in pochissimo tempo, tutta la fase precedente è veramente fondamentale.

Con il paziente si pianifica ogni cosa, ascoltando le sue specifiche esigenze e assecondando i risultati che vorrebbe ottenere. In base alle richieste, sarà premura dello specialista dentista dare l’effettiva soluzione tramite delle faccette dentali perfette, che siano adeguate alla dentatura naturale del paziente. L’applicazione delle faccette dentali è un lavoro che viene eseguito con estrema attenzione e precisione. Sia in fase di realizzazione della lamina stessa che in fase della sua installazione.

Le faccette dentali si applicano in persone che hanno dentature con difetti di discromia, segnate o scheggiate, macchiate, disallineate o con diastema. Applicare questa copertura sulla superficie dei denti con il difetto, permette di nasconderlo nell’immediato, mostrando invece un bel sorriso e una bocca armoniosa e bella. Inoltre, alcune funzioni dell’apparato dentale o della bocca, possono migliorare proprio grazie a questa semplice ma efficace tecnica.

Visita di controllo

La visita di controllo è il primo step da superare per appurare che il paziente sia idoneo a poter sostenere l’intervento dell’applicazione delle faccette dentali. Infatti è necessario avere una bocca sana per poter procedere con la copertura dei denti:

  • non si deve soffrire di nessuna patologia dentale degenerativa;
  • non si devono avere carie o particolari problemi;
  • non ci devono essere compromissioni tali da rendere difficile il risultato o che prevedono un percorso curativo di altro genere.

Confermata la salute della bocca e dell’apparato dentale, si può procedere a verificare il motivo per il quale il paziente decide di farsi applicare delle faccette dentali. Insieme si valutano i difetti da correggere, si parla del gusto estetico complessivo della bocca e della dentatura e si spiegano i risultati in base alle aspettative riposte sull’intervento di applicazione delle faccette dentali.

Nel caso di dentatura malata o compromessa da scarsa igiene o altro, prima di iniziare il processo di progettazione per l’applicazione delle faccette dentali, ecco che si provvede a curare la carie ed eseguire una pulizia professionale dei denti. In seguito, il dentista, esperto della tecnica di applicazione faccette dentali, progetta le faccette anche con l’ausilio di guide computerizzate. Con il paziente, verifica il colore, la forma e la dimensione della faccetta in base alla tonalità e alle caratteristiche dei denti naturali, presenti nell’arcata.

Dopo la prova estetica con il mock-up, per avere un’anteprima del risultato, si passa alla fase esecutiva a tutti gli effetti. Nel prossimo paragrafo vedremo come funziona.

Applicazione

La fase di applicazione delle faccette dentali è la conclusione di tutto il processo di progettazione eseguito. Con lamine sottilissime, precise al micron, si ricoprono i denti da nascondere. La precisione con la quale è necessario eseguire questo passaggio finale è veramente sostanziale. Per questo, i denti da ricoprire vanno prima limati con accuratezza, togliendo parte dello smalto o dando al dente una forma tale da poter accogliere al meglio la faccetta dentale. Questa operazione è indolore e non necessita di anestesia.

Dopo la limatura, valutata caso per caso, è necessario prendere l’impronta digitale per permette di strutturare la faccetta dentale perfetta da applicare.

Arrivata la faccetta dentale definitiva, si applica sul dente limato un mordente che intensifica l’adesione della lamina sulla superficie. Con la cementazione, si completa l’incollaggio della faccetta dentale sulla superficie esterna del dente. Grazie all’acido fluoridrico e alle resine invisibili adatte, la tenuta è efficace e duratura nel tempo. Per questo motivo, una volta installata la faccetta dentale, non è più possibile muoverla di posizione. Tanto è importante questa fase di fissaggio, che prevede appunto molta accuratezza e precisione.

Per aumentare la tenuta dell’applicazione delle faccette dentali, si usa poi una speciale lampada polimerizzatrice, che accentua la cementazione sui denti. Presso il nostro studio puoi richiedere informazioni riguardo a questa tecnica, ormai così diffusa, che ti permetterà di avere un nuovo sorriso in poco tempo.






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